Atalanta, Muriel fatica ma le qualità ci sono: ecco come migliorare

"Muriel è troppo discontinuo. Avrà anche segnato 12 goal ma ci si aspetta molto da lui in campo sotto tutti i punti di vista". Frase citata tantissime volte in questa annata, nella quale nonostante l'Atalanta abbia trovato finalmente un numero 9 da doppia cifra, sotto il profilo della prestazione in sé sembra che si stia parlando di una meteora. Luis Muriel sta disputando con la maglia della Dea un campionato diviso in due frazioni: la prima che statisticamente sembra perfetta con una media goal impressionante; dall'altra un rendimento dove l'incisività sia da titolare che da partita in corso è praticamente assente (gli ingredienti che ne scaturiscono quella discontinuità che ha sempre contraddistinto il colombiano). Sarebbe troppo facile metterlo sulla croce sotto il profilo mediatico, ma agendo così non si fa altro che mancare di obbiettività sul contesto nerazzurro di cui si sta parlando: quindi non perdiamoci in chiacchiere e proviamo a capire la soluzione per ritrovare quel Muriel che aveva stupito principalmente nelle prime partite stagionali.

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CAPITOLO MINUTAGGIO: 15/20 MINUTI NON BASTANO PER MURIEL - Partiamo da un semplice fattore che può sembrare scontato o addirittura non citato: il minutaggio. Ipoteticamente l'Atalanta gioca in attacco con il tridente formato da Papu Gomez, Josip Ilicic e Duvan Zapata: di conseguenza Luis Muriel parte dalla panchina (come giusto che sia). Fino a qui nulla di particolare, ma nel momento in cui viene tirato in causa il colombiano, rimane poco tempo per cercare di fare qualcosa di utile: 15/20 minuti, per uno come lui, non basteranno mai. Ovviamente ci potrebbe stare il fatto di sostenere che se uno ha veramente talento è in grado di cambiarti la partita anche al 90', ma non si può negare che determinate pedine, messe in un contesto diverso (sempre seguendo questo aspetto tempistico), ti possono rendere il doppio di un semplice "entrare in campo e vedere quello che succede". Ciò potrebbe permettere a Muriel di avere maggior tempo per capire la difesa avversaria e di aiutare i suoi compagni di reparto soprattutto in fase di partenza, ma è assolutamente necessario che abbia al proprio fianco gente che gli possa garantire sia sicurezza che intesa durante le azioni di gioco: e qui prendiamo il secondo punto.

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RUOLO E UOMINI AL SUO FIANCO. COME CENTRAVANTI? VA BENE, MA A DETERMINATE CONDIZIONI - Poniamoci una domanda basilare visto che trattiamo di schemi tattici: Luis Muriel dove deve giocare realmente? Qual è il ruolo che mi garantisce a pieno le sue potenzialità offensive? La risposta sta in quello che si è visto in campo: precisamente da seconda punta e soprattutto assistita dai membri del "trio delle meraviglie". Al dettaglio, il numero 9 atalantino in quella posizione riesce a sfornare prestazioni di lusso e più in linea a ciò che è capace a fare: prendere palla, aprire gli spazi, servire il centravanti e possibilmente anche andare a segno (quando realmente conta, e non solo sul 5-0). Ad inizio stagione, quando subentrava ad Ilicic o Gomez, risultava assai decisivo per l'Atalanta: a dimostrazione che in un contesto dove è circondato da pedine di primo ordine, nella quale lui non è il riferimento offensivo ma allo stesso tempo è motore del gioco, può diventare un grandissimo giocatore. E riadattato da centravanti? Si può fare solo se la Dea gioca più sulla profondità che non sui cross e sulla fisicità. Ovviamente la scelta spetterà a Gasperini per capire come migliorare il ragazzo, ma se i nerazzurri hanno voluto puntare su di lui non è un caso: le potenzialità ci sono, basta semplicemente mettere le mani avanti e cercare una soluzione.

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