Coronavirus, Aic contro i club di calcio: #Stiamoacasa

Pubblicato il autore: Vinz Segui

L’Aic si scaglia contro diversi club di calcio per alcuni atteggiamenti ritenuti gravemente irresponsabili. In questa emergenza sanitaria mondiale causata dalla diffusione del Coronavirus, secondo l’Associazione Italiana Calciatori, non è stata tutelata la salute dei professionisti.
Il voler giocare a tutti i costi anche se a porte chiuse, il voler continuare gli allenamenti e altri dubbi comportamenti adottati da diverse società, rappresentano la causa dei tanti contagi che si stanno verificando tra i calciatori della Serie A.

La denuncia dell’Aic: #Stiamoacasa

“L’Associazione Italiana Calciatori, in un momento delicato per il Paese, è costretta suo malgrado a denunciare la paradossale situazione che si sta verificando in più di qualche club professionistico”. Comincia così il duro comunicato dell’Aic pubblicato sul sito internet dell’associazione e sui canali social. Il sindacato fondato il 3 luglio 1968, si scaglia contro alcune società che continuano a convocare i calciatori per partecipare alle sedute di allenamento, dove l’unica precauzione presa è quella di esercitarsi in piccoli gruppi: “Nonostante l’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha adottato con un Decreto misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale sino al 25 marzo 2020, ci rattrista e indigna registrare ancora oggi un comportamento scriteriato e fuori dal contesto nazionale e internazionale di alcune società calcistiche, che si ostinano a convocare gli atleti per allenamenti in piccoli gruppi o, peggio ancora, per il controllo quotidiano della temperatura”.

L’Associazione Italiana Calciatori contro i controlli delle società

Il problema non è unico, infatti oltre agli allenamenti, a destare maggiori perplessità, sono i continui controlli per i calciatori. Secondo l’Aic questa prassi è dannosa per la salute dei calciatori e non solo: “Se i club convocano oggi in Italia calciatori per il solo fatto di controllare la presenza di febbre o meno, costringendoli a muoversi da casa, incontrare persone, frequentare ambienti per ottenere un dato facilmente comunicabile per telefono, è un atto vergognosamente irresponsabile nei confronti delle tante persone costrette a muoversi e a lavorare per consentirci un minimo di servizi necessari.”
Nel comunicato dell’Aic si fa riferimento a una presunta ricerca delle società di trovare una scusa per multare i calciatori: “Se, infine, la convocazione è volta ad ottenere il rifiuto dai calciatori per poter poi procedere con la decurtazione degli emolumenti significa che stiamo raschiando il fondo del barile della dignità. Tradotto, oggi in Italia ci sono ancora società calcistiche che o sono vergognosamente irresponsabili, o vivono su Marte o sono privi di un minimo di dignità.”
Parole dure quelle dell’Aic in linea totalmente opposta alla Lega Argentina, la quale vuole penalizzare il River Plate che si rifiuta di giocare.

L’Aic ringrazia i medici

Il comunicato dell’Associazione Italiana Calciatori dedica anche un pensiero a chi è davvero in prima linea in questa battaglia contro la diffusione del Coronavirus. A nome dello staff del sindacato e dell’attuale Presidente Damiano Tommasi, nella relazione leggiamo: “Cogliamo l’occasione per dare un grande abbraccio ideale ai tanti medici, infermieri e personale sanitario che in questi giorni e nelle prossime settimane avranno bisogno del supporto dell’Italia intera. Grazie da tutti noi!”

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