Papu Gomez quota 100 vittorie con l’Atalanta: è storia

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Alejandro Dario Papu Gomez: un giocatore che riassume quello che si dice “bellezza calcistica e tecnica fatta a persona”. Da quella presentazione fatta nel lontano 2014 sono passati ben sei anni, e il numero 10 atalantino ha cominciato un percorso che, partita per partita, diventava sempre più stellare. Un giocatore che all’Atalanta ha dimostrato impegno, voglia di migliorare, carisma e un carattere vincente. La ciliegina sulla torta sta nelle sue qualità che sul rettangolo di gioco mette in atto: corsa, dribbling, agilità implacabile e un senso del goal veramente straordinario. Con la squadra orobica ha raggiunto quota 100 vittorie, ma riavvolgiamo il nastro e analizziamo quello che è stato il percorso dello stesso Gomez in quel di Bergamo (città dove è molto legato).

2014/2015, L’ARRIVO ALL’ATALANTA DI PAPU GOMEZ (E I PROBLEMI TECNICI CON COLANTUONO) – Siamo nell’estate del 2014: erano i tempi di Stefano Colantuono, di un’Atalanta che in casa faceva soffrire anche le più toste del campionato e una stagione che doveva incanalarsi su quello visto nell’ultima parte del torneo scorso. A fronte della partenza di Giacomo Bonaventura, gioiello del settore giovanile, i dirigenti nerazzurri decisero di puntare Papu Gomez, che a Catania aveva addirittura sfiorato l’Europa. Le motivazioni per fare bene ci sono, ma la Dea sembra non girare: in termini di classifica i bergamaschi erano diciassettesimi con un morale praticamente a terra. Sotto il profilo tecnico le cose non migliorano visto che l’argentino viene schierato esterno di centrocampo, un ruolo tanto inadatto quanto poco prolifico, anche se nel girone di ritorno la musica tenderà a cambiare (in parte). Gomez rimane a Zingonia per recuperare tutta la preparazione, e a gennaio appare più in forma dei suoi compagni nonostante quella posizione inadatta. L’Atalanta non va, Colantuono viene esonerato, Edy Reja al suo posto e cambia tutto: 4-3-3 con lui schierato come ala sinistra e da lì comincia un’altra storia. Trascina la Dea alla salvezza con un bilancio di 24 presenze e tre reti (tutte con il nuovo allenatore).

2015/2016, IL MIGLIORE DELLA SQUADRA: CHE QUALITA’ IN QUEL SULLA FASCIA – L’anno dopo Reja viene confermato in panchina e le scelte rimangono tali: classico 4-3-3 collaudato per dare gioco, con il Papu schierato sulla fascia (alta) sinistra. Logica e buon senso per sfruttare un giocatore con le sue doti danno subito i frutti: diventa la punta di diamante di un’Atalanta che si avvicina al treno delle prime sei (e di conseguenza si sogna l’Europa). Purtroppo il mercato di gennaio frena le ambizioni nerazzurre, ma Gomez è sempre il trascinatore della Dea che, a suon di goal e assist, centra una buona salvezza anticipata: 34 presenze, 7 reti, ma il bello deve ancora venire.

2017-2019: L’ESPLOSIONE DEFINITIVA (GOMEZ DIVENTA LEGGENDA ATALANTINA) – Con Gasperini alla guida dell’Atalanta la musica si alza “a palla” per Papu Gomez: la punta di diamante diventa una vera e propria miniera di ricchezza per i nerazzurri. Primo anno quarto posto con 16 reti in 37 presenze; la stagione che coincide il ritorno in Europa League dopo 26 anni di attesa è importante per la crescita del numero 10 atalantino, 44 presenze e 9 reti tra Serie A e Europa; l’annata 2018-2019 è considerata da tutti come una delle migliori, merito anche dello spostamento sulla trequarti (ruolo che renderà Gomez “uomo squadra”: 46 presenze e 11 goal). La Champions League è la ciliegina sulla torta: semplicemente decisivo. 223 presenze, 53 goal con 100 vittorie conquistate sul campo: Papu Gomez entra di diritto nella leggenda dell’Atalanta Bergamasca Calcio.

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