Bilancio Torino: il 2019 è in rosso, i rischi del futuro

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui

E’ tempo di bilanci in casa Torino: l’annata 2019 è terminata in rosso per il secondo anno consecutivo. Il passivo economico-finanziario del club granata è stato di -13.9 milioni di euro, addirittura peggiore del bilancio d’esercizio del 2018 che recitava un passivo di -12.3 milioni di euro.

IL FATTORE DETERMINANTE
La causa principale del passivo a bilancio, sono sicuramente le operazioni del mercato in entrata: Zaza (riscatto dal Valencia 12 mln), Aina (riscatto dal Chelsea 10 mln), Ansaldi (riscatto dall’Inter 2.5 mln) e Verdi (prestito Napoli 3 mln) contribuiscono ad alzare ulteriormente gli ammortamenti, ovvero il fattore determinante a comportare una perdita così cospicua. Rispetto all’anno 2018, quando gli investimenti si misuravano in 20.844.000 euro, il Presidente Urbano Cairo ha investito 28.057.000 euro, quindi +7.213.000 a cospetto di risultati sportivi sicuramente più deludenti, parzialmente attutiti dai preliminari di Europa League.

L’ANALISI DEL BILANCIO 2019: UTILI E RICAVI
Dopo il triennio 2015-2017 che aveva registrato utili complessivi per 48 milioni di euro (clamoroso il dato 2017: +37.2 milioni di euro), il biennio 2018-2019 registra perdite complessive per -26.2 milioni.
Cala drasticamente il patrimonio netto, che da 60.5 milioni di euro dell’esercizio 2018 va a 34.2 milioni di euro dell’esercizio 2019 (-56.2%), mostrando una gestione non più virtuosa come gli anni precedenti.
Le plusvalenze continuano a essere un “must” della gestione Cairo, che nel 2019 toccano gli 11 milioni grazie alle cessioni di Niang al Rennes (15 mln, +4.2), Ljajic al Besiktas (6.5 mln, +3.8), Avelar al Corinthias (2 mln, +1.1) e Gustafson alla Cremonese (+600.000); resta comunque un ammontare minore a quello dell’annata 2018 dove le plusvalenze hanno toccato i 15 milioni di euro.
Questo comporta a un aumento della voce “valori di produzione”, la quale ammonta a 96.3 milioni, +2.5 milioni rispetto all’esercizio precedente (93.8 milioni).
La nota positiva è sicuramente l’aumento dei ricavi: i proventi sono derivanti maggiormente dal botteghino che passano dai 5.9 milioni del 2018 ai 6.6 milioni del 2019 (+12.1%), dalla cessione dei diritti audiovisivi (da 54.1 a 57.3 milioni, +5.9%) e dai proventi commerciali (da 8.8 a 10 milioni, +13.7%) “supportati” dai 3 milioni investiti da Cairo Pubblicità.
Il costo del personale è rimasto pressoché invariato (da 61.9 a 62 milioni), ma un effetto significativo dei tagli al personale si vedrà nel bilancio 2020.

IL FUTURO
Sicuramente gli effetti dell’emergenza Covid-19 si abbatteranno anche sul Torino FC, come su tutte le società di calcio. Questo sarà determinante, e per questo il club granata probabilmente conterrà il più possibile le spese anche per quanto riguarda il calciomercato.
L’altra “spada di Damocle” che pende sul capo di Urbano Cairo è la sentenza del “caso Blackstone”: il termine ultimo per depositare il lodo è il 29 maggio, l’esito dell’arbitrato dovrebbe avvenire nel giro di un mese per poi attendere l’eventuale decisione della Corte Suprema di New York.
La cifra richiesta a Cairo dal colosso finanziario americano è 600 milioni di euro, come danno legato alla questione del palazzo del Corriere della Sera in Via Solferino a Milano.
Per il Torino e i suoi tifosi sarà un’annata particolarmente complicata, in attesa di capire come e se finirà l’attuale campionato di Serie A.

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