“Fatal Verona”, Lo Bello amaro: “Querelerò Van Basten”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Milan, 30 anni fa la seconda “Fatal Verona”

Il Bentegodi é storicamente lo stadio che ha riservato maggiori amarezze ai colori rossoneri del Milan. Il Diavolo, nella cittá di Giulietta e Romeo, ha lasciato ben due Scudetti persi sul filo di lana contro Juventus e Napoli. Oggi, 22 aprile, cade proprio il trentesimo anniversario di quella che, alla storia, é passata come “Fatal Verona” (la prima é datata 1973).
Il 22 aprile del ’90 gli “invincibili” di Sacchi si presentarono al cospetto della squadra di Osvaldo Bagnoli, lontana parente della squadra scudettata cinque anni prima, e ormai avviato verso la retrocessione. Il Milan era invece appaiato a quota 47 punti con il Napoli e, a due giornate dalla fine, si profilava l’ipotesi di uno spareggio in appendice al campionato.
Quel giorno, peró, i gol di Sotomayor e Pellegrini ribaltarono l’iniziale vantaggio di Simone, frantumando i sogni Scudetto di un Milan che vedeva scappare il Napoli a due lunghezze di vantaggio, decisive per la conquista tricolore.
Quella gara viene ricordata, oltre che per il risultato clamoroso, per l’arbitraggio controverso dell’arbitro Rosario Lo Bello che espulse i rossoneri Rijkard, Van Basten e Costacurta (oltre a mister Sacchi), e convalidó la seconda rete scaligera viziata da una posizione dubbia dello stesso Pellegrini.

Lo Scudetto rubato

Di quell’evento é tornato a parlare di recente Marco Van Basten. Il cigno di Utrecht ha appena pubblicato in Italia la propria autobiografia dal titolo “Fragile“, in cui dedica un capitolo apposito a quel Verona-Milan, dal titolo emblematico: “Lo scudetto rubato”.
In quelle righe l’olandese si scaglia soprattutto contro l’arbitro Lo Bello affermando che “Fece di tutto per farci perdere la partita. Non mi é mai capitato di assistere a una cosa del genere…Sembrava tutto organizzato”.

“Fatal Verona”, Lo Bello annuncia: “Querelerò Van Basten”

Ma che ricordo ha di quella “Fatal Verona” il destinatario di queste accuse, Concetto Lo Bello? Il fischietto siciliano ha rilasciato un’intervista al Fatto Quotidiano per provare a difendere la propria posizione:
“Seguo lo sport da quando ho 4 anni, imparando che a volte vinci, altre impari, ma devi sempre tendere la mano e rispettare l’avversario. Sono rimasto davvero sorpreso di tanto livore, molto clamore. Forse la coincidenza, seppure non temporale, tra intervista-dichiarazione e presentazione del libro ha giocato un brutto scherzo a Van Basten. Comunque ho conferito mandato ai miei avvocati di adire le vie legali. Si può tollerare tutto, giustificare, ma non si può passare oltre quando si è in presenza di distorsione della verità…per non dire falsità”.

ma con quale animo arrivò Lo Bello a quella partita?
“Ricordandomi che due anni prima, il primo maggio 1988, davanti a tutto il mondo collegato via tv e di fronte a 90.000 napoletani, il Milan di Sacchi vinceva per 3-2 tra gli applausi ed effettuava il sorpasso ai danni degli azzurri. L’arbitro di quella partita ero sempre io e, in quella stagione, avevo arbitrato i rossoneri anche in occasione delle vittorie contro Empoli e Lecce”.

Se dovesse giudicare quella partita, pensa che avrebbe potuto fare meglio da un punto di vista tecnico? Evitare quelle tre espulsioni?
Van Basten scaraventò la maglia al suolo per un fallo a centrocampo, Rijkard mi sputò sui piedi e Costacurta andò a protestare con tutta la terna arbitrale e Sacchi era molto agitato in panchina. Proprio l’allenatore rossonero ricordò poco tempo dopo “Quell’anno eravamo affaticati da tanti impegni” e Baresi, a Tuttosport “Eravamo cotti”. Il giornale Stampa Sera titolò: “Il Diavolo spreca tutto: perché prendersela con l’arbitro?”.

Si ricorda cosa successe negli spogliatoi? I vertici arbitrali la tutelarono nei giorni successivi?
“Nè il disignatore Gussoni nè altri dirigenti mi hanno chiamato dopo la partita. Cosa successe negli spogliatoi? Entrò prima Ramaccioni (team manager rossonero), poi autorizzai, perché mi pareva cortesia, che entrassero Galliani e Letta, i quali mi porsero le proprie scuse davanti a tutta la terna arbitrale dopo che ebbi spiegato il mio punto di vista. Subito dopo- ricorda Lo Bello – Le tv cambiarono questa versione e per dieci anni sono stato oggetto di una persistente gogna mediatica, inutile dire da parte di quali reti televisive“.

L’arbitro della “Fatal Verona” conclude poi con un aforisma Shakespeariano: “Il male che gli uomini fanno sopravvive dopo di loro, il bene viene sepolto con le loro ossa”.

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