Jonathan il terzino sorridente: né Maicon né un brocco, ma Divino

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

In casa Inter si è vissuto per anni sotto l’ombra degli eroi del Triplete, quei calciatori che sotto la guida del condottiero José Mourinho hanno scritto la storia di questo prestigioso club. Complice una tifoseria molto possessiva con i propri beniamini e, soprattutto, un presidente che troppo spesso non è riuscito ad uscire dalle vesti da tifoso, l’Inter ha ritardato anni prima di voltare pagina con quella squadra fatta di calciatori che si apprestavano a concludere la propria carriera. Il rinnovamento della rosa è spesso mancato e, quando è avvenuto, si è cercato di ripercorrere le stesse orme che avevano fruttato successi prestigiosi e coppe ambite da qualsiasi squadra di calcio. Di conseguenza, i profili scelti dalla società per ripartire con un nuovo gruppo di calciatori, sono stati spesso delle copie mal riuscite dei campioni che avevano fatto la storia dell’Inter.

È il caso di Jonathan Cícero Moreira, il terzino destro brasiliano destinato a conquistare il cuore dei tifosi nerazzurri nonostante tutte le aspettative che essi riponevano nei suoi confronti non siano state mantenute. Nato a Conselheiro Lafaiete il 27 febbraio 1986, è il terzino destro designato dalla società nerazzurra per affiancare e poi sostituire un eroe del Triplete come Maicon, di 5 anni più “vecchio”. Chi se non Maicon per insegnare il mestiere di terzino destro ad un altro terzino destro brasiliano come lui?
Jonathan arriva all’Inter nell’estate del 2011 dal Santos per 5.5 milioni di euro ed attorno a sé ha un discreto ottimismo di tifosi e addetti ai lavori che lo hanno osservato nei suoi primi anni di carriera in patria. Dieci anni di Cruzeiro tra giovanili e prima squadra per consacrarlo nel calcio brasiliano e cominciare a fargli assaporare l’ambitissima maglia verde-oro. Jonathan è uno dei dei migliori giovani prospetti del Brasile del nuovo millennio. Nel 2003 farà parte della squadra brasiliana che vinse l’oro ai Mondiali Under 17 in Finlandia. La stagione 2010-2011 al Santos, il gradino perfetto da dove lanciarsi per il grande salto verso il calcio europeo, il sogno di ogni brasiliano. Nel 2011 l’arrivo in nerazzurro e l’apprendistato al fianco di Maicon. Le cose al primo anno non vanno così bene e le presenze per Jonathan si contano soltanto su una mano (4 presenze totali). L’Inter capisce che non è ancora pronto e decide di mandarlo in prestito al Parma dove conclude la stagione con 12 presenze e 1 rete, la sua prima in Italia.
La stagione successiva (2012-2013) è quella giusta per tornare all’Inter e cercare di ritagliarsi un posto in squadra dopo la partenza del suo mentore Maicon. Sotto la guida di Stramaccioni, Jonathan colleziona 23 presenze totali e trova il primo gol in maglia nerazzurra, una perla che rimarrà per anni nella memoria dei tifosi della beneamata.

Doppia triangolazione, doppio colpo di tacco di Ricky Alvarez e Tommaso Rocchi per premiare l’incursione centrale del brasiliano.

Nonostante una discreta abilità ed eleganza nei dribbling, tipica dei brasiliani, Jonathan risulta spesso goffo, soprattutto in fase difensiva, procurando più di qualche arrabbiatura a tifosi ed allenatori. La velocità e la tecnica sono le qualità che spiccano contro un fisico non molto imponente (170 cm per 72 kg). I tifosi nerazzurri si innamorano a lui nel corso degli anni, non tanto per le prodezze in campo, quanto per l’attaccamento alla maglia, la professionalità e la simpatia sempre dimostrata ogni qualvolta ne ha avuto occasione. Jonathan è sempre sorridente in ogni intervista, è sempre aperto alla battuta goliardica ed è un ottimo uomo spogliatoio. Sui social, tifosi e non, lo ribattezzano “il Divino Jonathan”.

La stagione 2013-2014 è quella della definitiva esplosione in nerazzurro. Walter Mazzarri dà certezze ad una squadra in difficoltà. Una di queste è il modulo, il 3-5-2 con cui tanto bene aveva fatto al Napoli. La seconda è Jonathan come padrone della corsia destra. I compiti difensivi per il brasiliano diminuiscono, così come le relative sbavature. Jonathan padroneggia egregiamente la corsia destra, riuscendo a mantenere un costante appoggio offensivo che lo porterà a concludere la stagione con 32 presenze condite da ben 4 gol e 8 assist. Conquista così, definitivamente il cuore dei tifosi.

Solamente il soleo lo ferma. La stagione 2014-2015 non è affatto fortunata per il brasiliano, che comincia ad accusare una serie di acciacchi ed infortuni che portano la società nerazzurra a prendere la decisione di cederlo a fine stagione. Il calvario per lui inizia con un brutto infortunio al soleo, per il quale è costretto ad operarsi. Ad esso si aggiunsero altri problemi di natura muscolare ed, al termine della sfortunata stagione, le presenze saranno solo 5.
Chiusa l’esperienza in Italia con l’Inter, per Jonathan è arrivato il momento di tornare in patria e mostrare tutta l’esperienza accumulata in questi anni. Due stagioni alla Fluminense ed il passaggio all’Atltetico Paranaense dove milita tutt’ora.

Jonathan Cícero Moreira è la dimostrazione di come non serva essere dei fenomeni per entrare nel cuore dei tifosi. Talvolta la dedizione al lavoro, l’impegno ed un sorriso contagioso possono bastare per portare felicità nei cuori degli appassionati di calcio.

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