2 maggio 2006, inizia Calciopoli, la pagina nera del calcio italiano

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

Anno 2006, mese di maggio, mancava poco al Mondiale tedesco che vide l’Italia di Marcello Lippi Campione del Mondo contro la Francia di Zinedine Zidane.
Bello il 2006 per il calcio italiano, ma non completamente. Giorno 2 maggio, data storica, emergevano infatti le prime infiltrazioni telefoniche, che incastrarono Luciano Moggi, dirigente della Juventus.
Nasce “calciopoli“, che vede incastrata la Juventus come principale protagonista di questa pagina vergognosa per il calcio italiano; Andrea e Diego Della Valle della Fiorentina, i famosi arbitri italiani Pairetto e Bergamo, che per tanto tempo nascosero le verità, addossando tutte le responsabilità al dirigente bianconero, fingendo di non sapere nulla.

Telefonate, in cui c’erano accordi per i risultati finali, chi ammonire, chi espellere e non solo.
La procura di Napoli, emana le accuse a Moggi ed al figlio Alessandro per  associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizione sportiva. Franco Carraro si dimette dalla Figc. Lazio, Juve e Fiorentina in B (poi vennero penalizzate). Si dimise l’intero Cda della Juve. La Procura di Parma apre un’inchiesta su scommesse con broker non autorizzati: indagati Buffon, Maresca, Iuliano e Chimenti.
L’Aia sospende cautelativamente De Santis, Rodomonti, Bertini, Dondarini, Rocchi, Messina, Gabriele, Racalbuto e Tagliavento, i nove arbitri raggiunti da avviso di garanzia.
La Juventus, fu mandata in B, le furono revocati i due Scudetti, che tutt’ora chiede ancora.
La pagina più nera del calcio italiano, di cui ancora si parla, purtroppo quando ci sono episodi non proprio chiari in campo.

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