Chiellini: “Odiavo l’Inter di Zanetti. Calciopoli? Eravamo i più forti sul campo”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

 Chiellini e la rivalità con l’Inter. Il quotidiano Il Corriere dello Sport ha pubblicato alcuni estratti dalla biografia del capitano bianconero nei quali vengono trattati alcuni temi come la competizione con i nerazzurri e Calciopoli. Il pensiero di Chiellini è molto chiaro: “L’odio sportivo esiste e bisogna farci i conti, accettarlo e imparare a gestirlo. A 35 anni penso di essere una persona pacificata. Nella mia carriera non mi sono fatto mancare niente, tantomeno l’odio sportivo verso persone che incarnavano l’idea stessa del nemico, parlo dell’Inter dei Cambiasso, degli Zanetti, dei Samuel e dello stesso Thiago Motta in campo, tra virgolette, se avessi potuto li avrei eliminati tutti. Poi mi è capitato di incontrarli fuori da quel contesto e tra noi non era rimasto nessuno strascico. Della stagione di Calciopoli, ora che è passato tanto tempo, posso solo ribadire che quei due scudetti sono stati vinti sul campo, semplicemente perché eravamo i più forti, anche se rivendicarli ora è ormai una battaglia persa. Sono convinto che nemmeno l’Inter, che peraltro arrivò terza, senta suo quel titolo: assegnarlo a tavolino fu un errore, meglio sarebbe stato non darlo a nessuno. Quello Scudetto è solo un numero. Ma le emozioni rimangono dentro, e quelle non ce le possono strappare”.
Chiellini e la stima per Mourinho. Il difensore bianconero parla così nella sua biografia del tecnico del triplete nerazzurro: Con José, altro mostro sacro della panchina, non ho mai parlato, a parte qualche sporadico saluto. Ma il suo carisma ha cambiato il nostro sport. Lui cerca sempre la guerra con qualcuno o qualcosa, facendo da parafulmine. Un po’ come Conte: due caratteri forti che non le mandano a dire. A volte lo fanno per strategia, altre volte per indole. Ma devono sempre combattere. Io penso che Mourinho, nel bene e nel male, abbia portato emozioni, una ventata d’aria fresca. E a me piace chi trasmette emozioni, anche se come avversario l’ho odiato, sportivamente parlando s’intende, perché una volta finita la battaglia rimane solo la stima. Io non porto rancore, e Mourinho è un grande personaggio”.

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