Chiellini rivela: “Vidal beveva e arrivava tardi agli allenamenti, era un po’ come Montero”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Le rivelazioni di Giorgio Chiellini continuano a far discutere. La sua autobiografia “Io, Giorgio” ha riportato alla luce vecchie ruggini e interessanti aneddoti. In molti hanno criticato le dichiarazioni di Chiellini, ritenute troppo private. Quest’oggi trapelano dalla biografia i ricordi relativi ad Arturo Vidal.

Il centrocampista cileno giocò con Chiellini nella Juventus e secondo il difensore bianconero, l’attuale centrocampista del Barcellona aveva un vizio non da poco e che lo limitava molto nella sua professione:

“Il calciatore non è un diavolo e nemmeno un santo, la distinzione da fare piuttosto è un’altra, ovvero tra quelli veri e quelli falsi. Uno come Vidal ogni tanto usciva e beveva più del dovuto, lo sanno tutti, si può dire che l’alcol era un po’ il suo punto debole. Mica ci mettiamo a discutere il giocatore, o la persona, per questo! Le debolezze fanno parte della natura umana, contano le conseguenze che possono avere su un gruppo. Il grande Arturo un paio di volte all’anno non si presentava all’allenamento, oppure arrivava che era piuttosto allegro, diciamo così. Ma non ha mai battuto la fiacca, anzi, penso che a volte certi modi di essere diventino una forza. Purtroppo io ho conosciuto poco Paolo Montero, un altro che viveva la notte da re. E l’ultimo anno da noi, quando il suo rendimento era calato, Moggi andò da lui e gli disse: ‘Paolo, ti prego, smetti di restare a casa la sera, torna quello di sempre!’. Anche Vidal era un po’ così”. 

Quella volta che Conte lo tirò giù dal letto

Chiellini racconta un episodio particolare che avvenne durante una tournée americana tra Conte e Vidal:

“Ricordo ancora una tournée americana, eravamo a Miami la sera prima dell’ultimo allenamento prima di ripartire, in libera uscita. La mattina dopo, Arturo non si vedeva. Era a letto,  e dovettero tirarlo giù a forza. Quel giorno provammo anche il nuovo materiale d’allenamento, eravamo tutti vestiti di nero e c’erano 40 gradi: il mister Conte non vedeva l’ora che Vidal in quello stato mollasse, per metterlo fuori rosa e dargli una punizione esemplare. Invece, dopo dieci minuti in cui Arturo sembrava ancora brillo e non vedeva neanche passare il pallone, finì l’allenamento che correva come un matto e staccava tutti di venti metri in allungo. Cosa vuoi dire a una persona così, che tra l’altro porta gioia nel gruppo oltre a essere un trascinatore, un combattente e un grande campione?”. 

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