Totti: “Stavo per lasciare Roma e andare al Real”

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

Totti
E’ stato per tanti anni simbolo della sua squadra, della sua gente e, in un certo senso, la sua immagine è stata collegata alla città. Ribattezzato dai tifosi con il soprannome di “ottavo re di Roma”, Francesco Totti ha legato una vita e mezza alla squadra di cui era tifoso fin da bambino: una vita con la maglia numero 10 sulle spalle, mezza con la cravatta accomodato in tribuna dopo aver dato l’addio. Solo le incomprensioni con gli altri organi dirigenziali hanno allontanato Francesco dalla sua seconda casa.

Totti confessa un retroscena

Dall’esordio nel 1992 fino al ritiro nel 2017, senza contare le giovanili, sempre con la casacca dello stesso colore addosso, giallorossa, come quel cuore che porta dentro di sè. Sono di ieri le immagini che lo ritraggono a spasso nella sua città con la moglie Ilary, è uscita oggi in Italia la sua intervista al magazine spagnolo, Libero. Totti, durante l’intervista, ha dichiarato come, in passato, il cordone ombelicale che lo collega alla città, alla squadra e ai colori giallorossi si sarebbe potuto spezzare:”Sono sempre stato tifoso della Roma, è sempre stato il mio sogno giocare nella Roma con il numero dieci e la fascia da capitano. Una volta che sono riuscito a ottenere questo sogno me lo sono tenuto stretto. Nel 2004 mi scadeva il contratto con la Roma e ci sono stati alcuni problemi con il presidente per altri motivi. Mi avrebbero dato qualsiasi cosa per andare al Real Madrid. Qualsiasi. Tranne la fascia da capitano perchè c’era Raul che era il simbolo. Ilary mi spingeva verso Madrid, mi diceva che avrebbe lasciato tutto e mi avrebbe seguito. Alla fine è stata una scelta di cuore, verso i tifosi, gli amici e la famiglia.” Sarebbe stato strano per i tifosi giallorossi e, in un certo senso, anche per il calcio italiano vedere una bandiera come Francesco Totti lontano da casa sua, dalla Roma e dalla Serie A. Probabilmente al Real Madrid avrebbe avuto la possibilità di ambire a traguardi prestigiosi e a riconoscimenti personali importanti, ma, alla fine ha scelto con il cuore, ha scelto di continuare a coltivare e a proteggere il suo sogno di bambino: giocare con la maglia giallorossa numero 10 e la fascia di capitano al braccio.

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