Balotelli-Brescia, Raiola: “Mario discriminato dalla società. Ancora non gli hanno fatto il tampone”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

La guerra tra Mario Balotelli e il Brescia continua. La Gazzetta dello Sport riporta della decisione del calciatore di inviare la terza diffida di reintegro in gruppo, con la messa in mora dello stipendio di marzo. La riposta da parte del legale di Cellino, Mattia Grassani, non si è fatta attendere:

Credo che Mario Balotelli sia l’unico calciatore europeo militante nella massima serie che ha avuto l’ardire di mettersi in mora il proprio club, ai sensi dell’Accordo Collettivo, per ottenere il pagamento integrale della mensilità di marzo, in pieno periodo di coronavirus e con le attività sportive completamente sospese. Inoltre, il Brescia ha ormai perso il conto delle diffide, inviate dal calciatore sempre in ore notturne, che lamentano la presunta impossibilità di allenarsi e/o atteggiamenti discriminatori posti in essere nei suoi confronti. Negli ultimi dieci giorni ne ha inviate tre, tra le 20 e le 23.30, l’ultima mercoledì sera, quando gli uffici della società erano ovviamente chiusi. Se continua così, con l’esperienza maturata in queste settimane in ambito regolamentare e di applicazione dell’Accordo Collettivo, potrebbe conseguire a pieno titolo una Laurea honoris causa per Giurisprudenza”. 

La risposta velenosa di Raiola

E’ arrivata puntuale pure la risposta velenosa di Mino Raiola. Il procuratore di Balotelli ha difeso il suo calciatore, affermando che la società non gli ha neanche concesso il tampone di controllo per il Covid-19:

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”Ma Grassani è il nuovo addetto stampa del Brescia Calcio? Mi sembra che voglia fare i processi sui giornali invece che davanti ai tribunali. Ma la verità emergerà. Dirò a Mario di scrivere la mail al signor Grassani di mattina. Il problema è che il Brescia lo fa allenare da solo alle 19. E’ normale che scriva le mail dopo le 20 quando torna a casa e si rende conto che lo stanno discriminando. Comunque non sapevo che il Brescia non avesse ancora pagato il mese di marzo e francamente mi sembra normale che uno possa chiedere di avere lo stipendio dopo 3 mesi che non lo pagano. Mi piacerebbe sapere se il signor Grassani ha fatto pagare le parcelle ai clienti anche a marzo. Piuttosto a me risulta che il Brescia è l’unica società di Serie A che non ha ancora fatto fare il tampone a un proprio calciatore. Hanno discusso per settimane sui protocolli medici e ora si consente a una società di ignorarli solo per poter lasciare a casa un calciatore. Per colpire uno si rischia di colpire tutta la squadra”. 

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