Caldara e il percorso graduale per ritornare grande con l’Atalanta

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


Questa Atalanta sta regalando grandissime soddisfazioni sotto tutti i punti di vista: record di punti, macchina da goal unica nel suo genere e in piena lotta per il secondo posto. Tralasciando quella che è la situazione tanto attuale quanto delicata di Josip Ilicic, c’è un giocatore che è (in parte) sotto processo vista l’altalena sul profilo delle prestazioni in campo: stiamo parlando del difensore nerazzurro Mattia Caldara. L’attuale numero 3 orobico, tornato alla corte bergamasca dopo una stagione e mezza in rossonero, sta attraversando un periodo attorniato da lacune evidenti a prestazioni di lusso (l’ultima tre giorni fa contro il Milan). Giocatore finito? Non scherziamo, quello che sta affrontando lo stesso Caldara è il classico processo graduale dove pazienza e fiducia saranno gli ingredienti decisivi per farlo tornare quello di un tempo.

La pazienza è la virtù dei campioni: Mattia Caldara va aspettato – Partiamo da una domanda basilare: se hai una macchina che non usi da tanto tempo e provi a farla ripartire, il mezzo tenderà a mettersi in moto? Già, non parte visto il lungo tempo di inattività, e per farla ritornare il bolide di prima ci vuole sia un po’ di pazienza che qualche intervento del meccanico di fiducia. Ecco, nel calcio stessa identica cosa. Mattia Caldara era uscito dalla sua esperienza in rossonero completamente a terra (sia fisicamente che tecnicamente), ma l’Atalanta ha deciso di puntare su di lui vista la grande stabilità che aveva portato negli ultimi anni a Bergamo. Pensare ad un cambiamento istantaneo dopo qualche giorno era pura utopia: serve tempo per rivederlo ai fasti di un tempo. Certo, ci sono delle lacune anche gravi, ma tre giorni fa ha piantato il suo punto di partenza: tutti credono in lui, e Mattia crede nella sua rinascita atalantina.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: