Juventus-Napoli, così muore il calcio italiano

Pubblicato il autore: Beppe Dammacco Segui

Juventus-Napoli è finita, o meglio non è nemmeno iniziata ma non è neanche ufficialmente finita. Ciò che finisce quest’oggi è la credibilità del calcio italiano nel mondo.
Milioni di telespettatori collegati in tutto il mondo con l’Allianz Stadium di Torino hanno assistito al peggior spettacolo immaginabile, uno stadio vuoto con lo staff della squadra di casa pronto, come per sfidare a distanza una squadra bloccata dall’ASL che non ha potuto (o voluto) lasciare la propria città per una trasferta.
Alle 21:30 l’inviato di Sky Giovanni Guardalà ha annunciato il termine della partita. Cosa succederà ora? L’arbitro, il signor Doveri, ha decretato il triplice fischio per mancanza dell’avversario 45 minuti dopo il previsto fischio iniziale, e metterà a referto la defezione della squadra partenopea, decretando di fatto l’annullamento della partita per mancanza di una delle due squadre e, presso il giudice sportivo, il 3-0 a tavolino per la Juventus. Il risultato finirà dunque sub iudice, con il Napoli che inevitabilmente presenterà ricorso al giudice sportivo o al TAR. Da qui si apriranno molteplici possibili scenari, tra cui due in particolare: il primo, favorevole per la formazione torinese, confermerà il risultato assegnando inoltre al Napoli un punto di penalità per la defezione; il secondo, favorevole alla squadra napoletana, decreterà il rinvio della partita.
Sebbene l’esito di questo scontro tra Juventus e Napoli sia ancora incerto, una certezza rimane dopo questa serata: con la fine di questa partita mai giocata, si è scritta una delle pagine più nere della storia del calcio italiano, la più nera dopo lo scandalo calciopoli. Ci sono troppi buchi nel regolamento, e allo stato attuale è a dir poco impossibile portare avanti un campionato di calcio professionistico con una tale disparità di trattamento tra i vari club. I numerosi casi di positività al Covid-19 imporrebbero il rinvio delle partite (cosa che non sempre avviene), ma a questo punto auspichiamo una sospensione del campionato, almeno fin quando non avremo meno positivi e non saranno risolti questi problemi regolamentari.
Il risultato di questa partita è ancora in discussione, e questo mette sub iudice l’esito dell’intero Campionato di Serie A. Qualora fosse confermata la vittoria a tavolino della compagine torinese, e il punto di penalizzazione nei confronti della formazione partenopea, sarebbe soltanto l’ennesima conferma di un marciume alla base del campionato, che da anni vede trionfare lo stesso club, e a questo punto viene da pensare che non sia soltanto una supremazia data dall’effettiva superiorità nei confronti degli avversari, ma anche da qualche problema di fondo. Diciamolo una volta per tutte: Juventus-Napoli andava rimandata, e non ci sono scuse. Il regolamento dice tante cose, ma non contempla l’autorità regionale e l’obbligo di quarantena e di isolamento fiduciario, che sono tuttavia contemplati dalla legge in materia di nuovo coronavirus, e per di più il Comitato Tecnico-Scientifico ha passato la palla alle singole ASL, lavandosi le mani dopo un’enorme falla nel regolamento scritto e firmato dallo stesso CTS insieme a tutti i club di Serie A.
Possiamo dunque ribadire che terminiamo questa giornata con tanti dubbi e una sola certezza: con quanto accaduto tra Juventus e Napoli, nel momento in cui Giovanni Guardalà di Sky ha annunciato lo scadere dei 45 minuti e dunque la fine della partita mai giocata, abbiamo assistito alla morte del calcio italiano, l’ennesima dopo Calciopoli nel 2006 e i numerosi scandali calcioscommesse.

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