Serie A, Inter: Conte insoddisfatto dei giocatori, Marotta contro gli arbitri

Pubblicato il autore: Anna Rosaria Iovino Segui


L’Inter non va oltre il pareggio contro il Parma. Se Antonio Conte, penalizzato da numerose assenze, è insoddisfatto dei suoi ragazzi, Marotta è infuriato con gli arbitri.

Un pareggio arrivato solo nei minuti di recupero, con Perisic che riesce ad agguantare il 2-2 finale. Conte l’aveva improvvisato punta in attacco insieme a Lautaro Martinez, ottenendo buone risposte. Ma l’ex allenatore della nazionale non è contento: “Per l’ennesima volta abbiamo sbagliato tantissimo, non va bene. Ci vuole più cattiveria e determinazione. Se non segni non vinci. Non è la prima volta che accade. Il Parma ha avuto due occasioni e fatto due gol. Ho poco da dire sull’impegno, ma abbiamo creato tanto e siamo stati imprecisi. Potevamo fare molto meglio”.
Se l’allenatore nerazzurro si focalizza sulla prestazione della squadra, l’ad Marotta si concentra sulle decisioni degli arbitri e del Var: “Voglio denunciare un vuoto normativo, gli arbitri facciano più attenzione”.
Al triplice fischio finale Marotta è il primo a prendere parola sulla gara di San Siro:  “Non cerchiamo alibi perché per vincere bisogna fare gol. Mi pare molto semplice valutare un rigore come quello non dato a noi ed è giusto che la classe arbitrale faccia più attenzione”.
Secondo Marotta manca un rigore a Perisic:  “Credo sia doveroso e giusto esprimerci sugli arbitraggi avuti fino a qui. Il vuoto regolamentare è che il Var interviene solo in caso di estremo errore dell’arbitro, ma questo non giustifica il fatto che si debba assistere a continue valutazioni sbagliate. Oggi il rigore per noi era palese, evidente, chiarissimo. L’arbitro deve stare più attento e il Var, visto che c’è, deve essere utilizzato per evitare episodi che incidano sul risultato. Voglio denunciare questo vuoto normativo”.
L’ad dei nerazzurri conclude così la sua rabbia e delusione della serara: “Abbiamo detto che l’anno scorso si è chiusa una stagione anomala, questa è ancora più anomala”. 

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