Torino-Spezia, le pagelle dei granata. Tante insufficienze gravi, si salvano in pochi.

Pubblicato il autore: Marco Morgano Segui


TORINO-SPEZIA 0-0. GRANATA, TROPPO BRUTTI PER ESSERE VERI, NON VANNO OLTRE IL PAREGGIO CONTRO UNO SPEZIA IN INFERIORITÀ NUMERICA. LE PAGELLE
– La prestazione del Torino nel vero e proprio match-salvezza giocato questa sera con lo Spezia è stata, per usare un eufemismo, posta sotto accusa dall’ambiente granata. Del resto il Toro dal vantaggio numerico, perdurato ben 83 minuti più recupero, causa espulsione di Vignali, ha saputo trarre soltanto un tiro in porta concedendone 3 allo Spezia, neutralizzati da un attento Sirigu. Quest’ennesimo passo falso inabissa ulteriormente i granata e li avvicina considerevolmente al rischio di concludere da ultimi in classifica il girone d’andata rendendo lo spettro delle serie minori paurosamente tangibile.

Torino pagelle: si salvano in pochi, catastrofe a centrocampo

Di seguito le valutazioni dei 15 granata scesi in campo e del loro mister, Marco Giampaolo.
SIRIGU 6,5 – Si fa presto a dire che sia stato il migliore dei granata, attento e concentrato neutralizza i tentativi spezzini con ottime respinte. Qualche pecca nel gioco con i piedi ma sempre pronto e reperibile.
IZZO 5,5 – Non si è visto quello a cui ci ha abituati nelle ultime gare, non riesce a velocizzare la circolazione giocando palloni talvolta troppo scontati. In copertura rischia perdendo lo spezzino Gyasi che per poco non trova il vantaggio. (Dal 1′ s.t. ZAZA 5Poca proposizione e pochi palloni toccati, la maggior parte imprecisi. Non dà la scossa e non aiuta Belotti ma sulla sua prestazione influisce il “non” lavoro di Verdi.)
BREMER 5,5 – Si trova ad impostare per il buon lavoro in pressing dello Spezia, lo fa in modo lento e compassato con infiniti e sterili tocchi. In fase di copertura c’è ma, anche qui, non è impeccabile come al solito.
BUONGIORNO 5 – I fondamentali ci sono, e a Milano l’ha dimostrato, ma stasera ha pagato l’inesperienza. Concede troppo terreno a Piccoli e, seppur non coadiuvato a dovere da Murru, non offre sufficienti garanzie e paga, anche per altri, con la sostituzione precoce. (Dal 1′ s.t. LYANCO 6 – Entra onestamente in campo ed in partita, tenta in qualche occasione di sopperire all’immaterialità del centrocampo con giocate propositive mentre con un intervento nel finale, su una conclusione di Piccoli, salva il risultato).
SINGO 6,5 – A mani basse il miglior granata di movimento, è fresco, propositivo, potente e intelligente. Salta l’uomo e difende a dovere, leggermente sacrificato quando spostato in posizione terzino della difesa a 4 ma sempre sul pezzo e, forse, non servito a sufficienza dai compagni.
SEGRE 5Esordisce da titolare, e questo attenua la sua pena, ma con troppo timore ed inesperienza. Si esime dal richiedere la sfera, talvolta eclissandosi, e non fa valere né il buon fisico né la tecnica. Anche lui è purtroppo irriconoscibile rispetto quanto visto nei 120′ di San Siro.
LUKIC 4,5Intangibile, vaporoso e indeciso contribuisce ampiamente a generare il vuoto cosmico del reparto centrale granata. Qualche tocco inadeguato e flebile fa gongolare la retroguardia spezzina, in svantaggio numerico.
LINETTY 4,5 – La peggior prova in maglia granata del polacco, tenta di proporsi nella prima frazione commettendo svariati errori mentre, col passare dei minuti, cala vertiginosamente in attenzione e partecipazione finendo per fallire qualsivoglia giocata. Nel finale si avvertono il suo nervosismo e la sua frustrazione dettata dalla consapevolezza che può dare molto di più.
MURRU 4,5Mai pericoloso e contenuto in scioltezza dal reparto destrorso spezzino. Pecca soprattutto in ritmo e risolutezza perdendo palloni importanti e rallentando a dismisura il tempo delle giocate. (Dal 27′ ANSALDI 6,5 – Entra in campo, forse troppo tardi, e il Torino comincia a giocare per davvero, aggredendo l’area avversaria servendosi dei suoi spunti sempre funzionali. Nel finale, colpendo un palo, va a centimetri dal match-point a Provedel battuto.)
VERDI 4 – Duole dirlo ma è lui il peggiore in campo, commette errori fin dai primi secondi e non incide mai sul match sottraendo ai granata i benefici dell’uomo in più. Tenta qualche conclusione verso i pali avversari che però non impensieriscono minimamente i bianco-neri. Non soltanto non soccorre capitan Belotti ma costringe quest’ultimo a svolgere mansioni che non gli competerebbero. (Dal 31′ s.t. GOJAK 5 – Calca il terreno in carenza di convinzione e non sfrutta la stanchezza dei difendenti spezzini. Negli ultimi istanti di gara spreca una palla vagante nell’area piccola, che spara lontano, ed una punizione, che calcia flebilmente.)
BELOTTI 6 () – È l’essenza del Toro, lotta e si muove spasmodicamente alla ricerca di un pallone giocabile e, come al solito, pur di farsi servire arretra sulla linea mediana. Nel finale con un eminente terzo tempo, bloccato da Provedel, concende l’illusione ottica della rete. Il “meno” è assegnato per i pochi palloni toccati ma, ovviamente, questo dato è deflazionato dall’inconsistenza di Verdi e Zaza, e di tutto il centrocampo, che rende ineseguibile, persino per lui, la totalità delle giocate.
GIAMPAOLO 5 – La gara di questa sera era l’ultimissimo gettone in suo possesso adesso, nonostante le rassicurazioni della presidenza, rischia davvero grosso e non è escluso che queste siano le sue ultime ore sulla panchina granata. Le idee, viste a sprazzi negli ultimi mesi, sono svanite definitivamente e i giocatori, non certo parte lesa della vicenda, non paiono determinati ad esaudire le sue richieste. Attende un tempo di gioco prima di adottare il suo paradigmatico 4-3-1-2 che, oltre a non cambiare le sorti del match, palesa un inquietante disordine tattico e mentale in tutti gli effettivi.

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