Marco Tardelli, un nostalgico contro il calcio moderno.

Pubblicato il autore: Andrea Rao Segui

marco tardelli

Marco Tardelli non si rispecchia nel calcio moderno. In un’intervista pubblicata da La Stampa, l’ex allenatore della Nazionale under 21, si apre senza peli sulla lingua. E scaglia dure parole nei confronti del modo di giocare dei nostri giorni. L’ex campione del mondo denuncia come lo sport da lui amato, non gli regali più emozioni apparendo troppo meccanico.

Marco Tardelli rivela il suo dispiacere: “Ci può bastare un giocattolo malandato che non ci fa più divertire?”

L’intervista, pubblicata questa mattina, mostra un lato che forse l’ex calciatore non aveva mai fatto emergere. Un anfratto del suo animo dove, insieme alla nostalgia delle glorie passate, risiede il dispiacere di vedere un mondo che ben si conosceva,  completamente stravolto. Sotto questo punto di vista, si dimostra molto vicino a Cesare Prandelli, dimissionario tecnico della Fiorentina. Ma ecco le sue parole apparse sul quotidiano: “Dopo le parole di Prandelli ho pensato quando è stata l’ultima volta che mi sono emozionato per il calcio e sinceramente non me lo ricordo.  Ci può bastare un giocattolo malandato che non ci fa più divertire?”.

Marco Tardelli d’accordo con Prandelli: “Le parole di Cesare sono state da detonatore”

Le critiche dell’ex eroe di Spagna ’82 non finiscono qui. Si legge ancora che: “Le parole di Cesare sono state da detonatore, ma ora i nodi vengono al pettine: assenza di pubblico, contagi tra giocatori, gioco meno avvincente, noioso, ripetitivo, interpreti meno attraenti, ordinati come soldati senza fantasia.”

Non manca una stoccata all’attuale situazione dei diritti tv. Speranze riposte in Roberto Mancini

Parole velate, ma che vanno a pungere anche le società dei diritti tv. Infatti ancora non si conoscono le emittenti in cui poter vedere le partite nelle prossime stagioni. L’ex allenatore dichiara: “Anche il discorso che non sappiamo ancora dove vedere il prossimo anno di A, quanti abbonamenti fare. Speravo de morì prima!”. Nelle battute conclusive, Tardelli ripone le sue speranze in un altro grande del passato Roberto Mancini. Si augura che la Nazionale possa regalare agli italiani sprazzi del gioco del passato: “Mancini deve riaccendere la fede di un Paese dopo l’addio di Totti e lo struggente saluto a Paolo Rossi”. Parole che fanno riflettere su come un tempo doveva essere più dinamico e spontaneo, lo sport che milioni di persone amano.

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