Caso tamponi Lazio: Lotito inibito per 12 mesi. Rischia il posto anche in FIGC

Pubblicato il autore: Daniele Conti


La Corte Federale d’Appello assesta un duro colpo al patron della Lazio Claudio Lotito. Dopo la sentenza di primo grado, piuttosto mite rispetto alle richieste della Procura, entrambe le parti in causa avevano annunciato il ricorso al secondo grado di giudizio. La sentenza del giudice è arrivata oggi, ed è stata doccia gelata per il presidente biancoceleste.

I fatti e il processo di I grado: pene lievi per Lazio e Lotito

Alla luce dei fatti, saliti alla ribalta anche per il clamore suscitato nell’opinione pubblica, era sembrata a tutti molto lieve la condanna in primo grado della società capitolina. Da una parte la Procura, quasi incredula davanti alle pene irrisorie nei confronti di una Lazio che agli occhi di tutti era scesa in campo con almeno un positivo al Covid, risultando questo anche decisivo per l’esito del risultato, non aveva tentennato nel ricorrere in Appello. Dall’altra una società, quella accusata, che aveva fatto lo stesso sentendosi forte per un primo verdetto che la discolpava quasi del tutto da quanto fosse accaduto.

Leggi anche:  Amichevoli Lecce estate 2022: calendario, date e orari delle partite in programma

Era chiaro che Lotito avrebbe voluto difendere la propria immagine assestando un colpo di spugna totale all’indagine. Uscire pulito da una situazione alquanto scomoda era qualcosa che forse non avrebbe mai immaginato prima della sentenza di primo grado. Il ricorso della Lazio potrebbe essere stato anche un atto dovuto di fronte all’insistenza della Procura, infatti accettare un verdetto di colpevolezza, seppur lieve, avrebbe messo in luce l’ammissione di colpa.

Ribaltone in Appello: Lotito inibito per 12 mesi

La Corte d’Appello ha dunque ribaltato in qualche modo la sentenza di quella del primo grado di giudizio. È stata infatti accolta parzialmente la richiesta dell’inasprimento della pena presentata dalla Procura Federale contro Lotito, la cui inibizione è passata da 2 a 12 mesi, mentre il ricordo biancoceleste, presentato anche dai medici sociali, è stato rigettato.

Leggi anche:  Amichevoli Atalanta estate 2022: calendario, date e orari delle partite in programma

Se dal punto di vista sportivo nulla cambia, visto che la Lazio era già stata graziata, la faccenda si complica per il patron. Con questi 12 mesi di inibizione, che si sommano ai due scontati nel 2012 per “Agentopoli”, viene sforato il tetto massimo di 12 mesi e 1 giorno di inibizione in 10 anni per restare in sella negli incarichi federali. Ciò significa che Lotito potrebbe perdere la sua poltrona in Figc, vedendosi estromesso dai vertici del calcio nazionale dopo molte stagioni.

La parola adesso passa al Coni a cui le parti in causa ricorreranno come ultimo grado di giudizio sportivo. La querelle si annuncia ancora aperta a qualsiasi colpo di scena. Chi vincerà questa lotta legale conclusiva?

  •   
  •  
  •  
  •