Max Allegri: “In Italia c’è la tendenza a bruciare le tappe. A 20 anni un calciatore non può avere la maturità di un 28enne”

Pubblicato il autore: Andrea Rao

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Max Allegri e i social: un rapporto non proprio idilliaco. Nel corso del “Festival dei Giovani” in corso a Gaeta, l’attuale tecnico bianconero è intervenuto esprimendo il proprio punto di vista sul rapporto tra social network e i giovani calciatori. Secondo lui gli atleti dovrebbero starne alla larga visto che ne vengono pesantemente condizionati. Inoltre ha criticato il modo in cui in Italia vengono lanciati i talenti emergenti sottoposti, sin dall’inizio della loro carriera, a grosse pressioni bruciandone le tappe.

Max Allegri: “Social? Fonte di condizionamento per i giocatori”

L’allenatore juventino ha tenuto a dire la sua sul modo in cui vengono lanciate le promesse nel calcio che conta: “In Italia da qualche anno a questa parte c’è la tendenza a considerare campioni dei ragazzi dopo 2-3 partite, ma così si bruciano le tappe: a 20 anni un calciatore non può avere la maturità di un 28enne”. Inoltre ha voluto lasciare un monito agli atleti emergenti, di allontanarsi dai social. “Li ritengo un’ulteriore fonte di condizionamento per i giocatori, a volte è utile tirarsi fuori da queste situazioni. Io quando torno nella mia Livorno è perché ho bisogno di tornare nel mondo reale” ha affermato.

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“Le vittorie? Sono tutte belle, non saprei quale scegliere”

Infine ha risposto ad una domanda in cui gli veniva chiesto delle sue vittorie più belle: “Le vittorie sono tutte belle, non saprei scegliere: mi ricordoil primo campionato di C a Sassuolo o il primo scudetto in serie A.” E sulle sconfitte: “ Le sconfitte invece sono tutte brutte, alcune di più perché ti rimane il dubbio che avresti potuto fare qualcosa meglio. Al terzo anno di Milan e al secondo di Juventus partimmo molto male e anche se lavoravamo tanto non ci rendevamo conto che stavamo perdendo lucidità: quando abbiamo semplificato tutto siamo andati molto meglio“.

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