Jordan Veretout: “Lo status di titolare indiscusso non esiste. La parata in città, con la folla, pazzesca”

Pubblicato il autore: Margot Grossi


Jordan Veretout è uno tra i calciatori vittoriosi della Conference League che hanno lasciato la Roma nell’ultima sessione di calciomercato. Attualmente in forza al Marsiglia, in Ligue 1, tre sono state le stagioni disputate in giallorosso, con un totale di 98 presenze e 20 gol. Terminata la sua avventura a Trigoria, l’ex giallorosso si è concesso ai microfoni di Goal.com.

Jordan Veretout e la volontà di cambiare aria

Il centrocampista transalpino ha raccontato il perché della sua scelta di aprire altrove la nuova stagione calcistica: “Eravamo in trattativa con il Marsiglia da molto tempo. Volevo qualcosa di diverso dall’Italia e tornare in Francia: anche gli ultimi mesi con la Roma sono stati difficili sotto certi aspetti e avevo bisogno di cambiare aria per continuare a crescere. Quando l’OM mi ha contattato, ho deciso subito di partire, soprattutto perché avrei giocato in Champions League con uno stadio pazzesco. È fantastico!

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Un anno fa, José Mourinho lo dichiarò incedibile, ma oggi qualcosa è cambiato: “Ho trascorso tre stagioni alla Roma, di cui due e mezzo ad altissimo livello. Sono stato molto contento e sono stato bene in campo. Poi gli ultimi sei mesi sono stati complicati, lui (Mourinho, ndr) ha ruotato, ha avuto altri giocatori a disposizione e ha anche abbassato Mkhitaryan. È sempre difficile quando si passa da un titolare a un sostituto. Ho dovuto cambiare anche questo. Ho 29 anni e voglio giocare a calcio. Quando il Marsiglia è venuto a presentarmi il suo progetto, volevo assolutamente andarmene, anche se Mourinho voleva che restassi, ma ha capito la mia scelta di partire, di tornare in Francia, anche per la mia famiglia“.

La Conference League vinta con la Roma, indimenticabile per Jordan

I cambiamenti accettati e la voglia di giocare: “All’inizio è difficile, ma bisogna accettarlo per dimostrare all’allenatore, durante l’allenamento, che ha sbagliato le sue scelte. In questo periodo ho imparato che lo status di titolare indiscusso non esiste e che bisogna combattere e andare ad allenarsi con lo stesso stato d’animo di quando si gioca. Penso che sia anche il modo in cui ho concluso la stagione“.

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Sulla Conference League vinta Veretout ha confessato: “Ho sentito molte persone dire: “È una coppa di legno”. È pur sempre una coppa europea. All’inizio si è lì, si gioca, ma più le partite vanno avanti, più si gioca per vincere. E alla fine vincere con la Roma, che non vinceva un trofeo da molto tempo… abbiamo vissuto emozioni enormi con i miei compagni di squadra, con i tifosi. La parata in città, con la folla, è stata pazzesca: sono immagini che si conservano per tutta la vita“.

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