Intervista esclusiva ad Alberto Malusci: “Alla Fiorentina manca un leader. Italiano deve cambiare qualcosa. Su Inter-Juventus…”

Abbiamo intervistato in esclusiva l'ex difensore Alberto Malusci che ci ha detto la sua su tanti temi del nostro calcio. Dal momento di alcune delle sue ex squadre, come Fiorentina e Lecce, alla lotta per lo scudetto, senza tralasciare quelle per la salvezza ed il quarto posto.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto telefonicamente, in esclusiva, Alberto Malusci. L’ex difensore (campione europeo con l’Under-21 nel 1992) di Fiorentina ed Olympique Marsiglia ci ha detto la sua sul momento della Viola e sui temi principali della Serie A.

Ciao Alberto, a parte la Fiorentina, quali squadre del tuo passato segui maggiormente?

Devo dirti che conservo ottimi ricordi di tutte le compagini in cui ho militato, ma seguo con particolare trasporto la Viola.

Allora cominciamo dalla squadra gigliata. Tralasciando il mercato invernale poco brillante, Italiano dovrebbe cambiare qualcosa, invece di insistere con la stessa tipologia di gioco?

Lui è l’allenatore e immagino che sia in grado di identificare le cose che non vanno, tanto da capire che la squadra è in difficoltà. Apportare soluzioni, valutando dall’esterno, non è facile.

Dall’interno lui ha già cambiato mentalità una volta, passando dal 4/3/3 al 4/2/3/1, attraverso lo spostamento della posizione in campo di Bonaventura. Qualche volta ha anche provato il 3/5/2.

Io credo che abbia la volontà di effettuare dei cambiamenti, ma ci vuole del lavoro dietro e c’è da capire se la squadra abbia i tempi e le modalità per cambiare a questo punto della stagione.

Considerando che ha Nico Gonzalez come esterno di un certo di livello, che però Sottil è rientrato da poco, che Kouamé è ancora in Coppa d’Africa e che Ikoné non è in condizione, mi viene da pensare che sia necessario un modulo diverso, che punti meno sugli esterni. Ad esempio, un 4/3/1/2, che preveda più verticalizzazioni su punte e trequartista. Ma le mie restano, appunto, delle semplici valutazioni dall’esterno.

Lo sfogo di Biraghi evidenzia qualche crepa nello spogliatoio?

Biraghi tante volte ha effettuato dichiarazioni del genere con l’obiettivo di spronare la squadra, anzi la rosa. Io lo ammiro proprio perché ci mette sempre la faccia (e qui va il mio plauso), anche se a volte come calciatore offre delle prestazioni non all’altezza.

Il suo discorso è motivato dal crollo della Fiorentina che al 90’ era in vantaggio 2-1 a Lecce e che poi ha incredibilmente perso per 3-2. 

Devo dire che, da quando è andato via Torreira, a questa squadra manca un leader. Ad esempio, a Lecce uno in grado prendersi al 90’ la squadra sulle spalle, così da spezzare il gioco e andare a tenere la palla in un angolino, all’altezza del corner.

A proposito del Lecce che è un'altra delle tue ex squadre: con la vittoria contro la Fiorentina si è tirata fuori dalla lotta per non retrocedere?

Il Lecce è buona squadra, nonostante la brutta flessione accusata nelle ultime settimane. Proprio la bella vittoria contro la Fiorentina darà ai salentini una grossa spinta psicologica per rialzarsi. Mancano, però, 15 giornate alla fine del Campionato; quindi, è presto per dire che si è tirata fuori dalle paludi della bassa classifica. Dovrà ancora battagliare e giocarsela.

Passiamo alla lotta per la Champions League, che coinvolge parecchie compagini sotto al Milan. Chi vedi meglio?

Si fa fatica a scegliere una squadra. A me piace l’Atalanta che, se sta bene di condizione, se la gioca con tutte. Per questo la vedo un passo avanti alle altre.

Faccio questa dichiarazione con dispiacere, per il semplice fatto che avrei voluto puntare sulla Fiorentina. La Viola era 4’ fino a 2 giornate fa con merito, però ora ha perso smalto e troppi punti per strada. Quindi, devo essere intellettualmente onesto e dico Atalanta.

Il derby d’Italia ha decretato in maniera ufficiale, secondo te, la differenza di competitività tra le rose di Inter e Juventus?

No, no, la Juventus se la può giocare e deve giocarsela, perché ci sono ancora 45 punti in palio. Oggettivamente la rosa dell’Inter è la più forte e completa della Serie A, ma non sempre questo basta per vincere lo scudetto e la Juve lo sa.