Dzeko, un bomber da ritrovare

Pubblicato il autore: stefano bellachioma Segui
Edin Dzeko, classe '86

Edin Dzeko, classe ’86

Chi l’avrebbe detto che Edin Dzeko un anno dopo il suo arrivo sarebbe stato il principale capro espiatorio delle pessime prestazioni della Roma.
Eppure quando venne acquistato dai giallorossi, il 12 agosto 2015, nel suo curriculum poteva vantare un bagaglio di quasi 160 goal segnati dal 2007 (anno del suo esordio col Werder Brema). Precisamente 158 segnati tra campionato e coppe. Un bomber di razza insomma, il classico numero 9 alto che però oltre ad essere in grado di utilizzare la sua prestanza fisica, era anche dotato di una notevole tecnica che per certi versi lo rendeva atipico. Ed i 4000 tifosi presenti a Fiumicino per celebrare suo arrivo nella capitale ne erano convinti.
L’unica nota stonata, volendone per forza trovare una, era che nella sua ultima stagione con il Manchester City aveva giocato poco e segnato pochissimo. Tuttavia era un piccolo dettaglio all’interno di una carriera fatta di numeri notevoli e trofei.

IL BOSNIACO SEGNA POCO
Ad oggi il bosniaco non può in alcun modo reggere il confronto con il passato. La Roma lo comprò per risolvere il suo eterno problema nel reparto avanzato, e per garantirsi prestazioni da almeno 16 goal all’anno. E invece nonostante in questo periodo segnare in Serie A non sia più così difficile, Dzeko non è riuscito ad andare oltre la miseria di 8 goal (10 in totale comprese le coppe). Ed anche durante queste ultime partite il trend è in linea con la stagione scorsa.
Quest’anno oltre al semplice dato numerico (2 goal in 4 partite) che può starci, sembra esserci un atteggiamento poco cattivo non solo sotto porta. È sicuramente vero che la squadra intera non sembra essere all’altezza delle aspettative, ma comunque il bomber, la punta di peso, deve riuscire a risolvere la partita in quei pochi spazi he riesce a ritagliarsi, magari nell’unica occasione nitida che la partita gli offre. Ed il numero 9 questa occasione con la Fiorentina l’ha avuta, chiara e limpida come la palla che Florenzi gli ha servito al 36′ minuto del primo tempo, ma l’ha spedita in curva.

IL TALENTO C’È, MANCA LA TESTA
Dzeko è stato un investimento sul quale la Roma ha puntato molto. Basti ricordare la complessità della trattativa che poi lo ha portato in Italia. Un’intera estate ad inseguire l’attaccante che nelle intenzioni della società doveva permettere il salto di qualità non solo in Serie A ma anche in Europa.
Le sue qualità sono incontestabili, perchè nonostante da un anno a questa parte sia solo l’ombra del giocatore da 158 reti, a sprazzi si riesce ancora a vedere quel talento che, da quando ha esordito con il Werder Brema, gli ha permesso di diventare un top player.
Per dirlo con le parole di Spalletti :«A Dzeko manca un po’ quella ferocia in alcuni momenti, un po’ di ferocia fisica.
Lui è un giocatore forte e fisico che ha anche tecnica, ha veramente tutto. È difficile trovare un calciatore che sia così completo là davanti. Quello che deve fare è  andare arrabbiato su tutte le situazioni, così riuscirà a fare più goal. Alcune volte abbassa quello che è il livello di ferocia per la fisicità che ha»

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