Linea verde con basi forti, calendario abbordabile e il grande ruolo dei veterani. Ecco la cura Montella per un Milan vincente

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui
Lgruppo Milan‘urlo di Galliani al gol che fa vincere il Milan o a fine gara, rossoneri a -2 dalla Juve e cinque vittorie (tre consecutive) in sei partite. Un Milan così non si vedeva da parecchi anni. Onore a Montella che dopo la sconfitta contro l’Udinese è riuscito a ricompattare un gruppo che da lì non ha perso più, conquistando successi su successi che lo hanno portato fino alle porte della Juventus. Eh si perchè questo Milan sembra l’impero ottomano che voleva a ogni costa conquistare l’Europa occidentale e poi alle porte di Vienna fu sconfitto e ridimensionato. Ecco i rossoneri vogliono ora non solo la Champions, ma anche tentare di ridiventare campione d’Italia.
Al momento però gli uomini di Montella sono alle porte della Juve con quei 19 punti sui 21 dei bianconeri e quindi battendola la stanno contemporaneamente anche spaventandola. Due sconfitte per gli undici di Allegri sempre a San Siro che quest’anno si è rilevato bestia nera. Locatelli e Donnarumma: 35 anni in due, tre in meno del solo Buffon. Il Milan lancia sul campionato la sua spruzzata di giovinezza: un altro gol da cartolina del centrocampista, volo da fotografie e flash del portiere al 95′. A quasi quattro anni di distanza dall’ultima volta, i rossoneri tornano a battere la Juventus dopo 9 sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia.
È merito espresso in una situazione che si è sviluppata in modo casuale, ovvero nata con l’estrazione di un calendario, nei mesi estivi, che ha permesso ai rossoneri di non incontrare nelle prime giornate squadre come Juventus, Roma, Inter. Un inizio facile; il Milan ha giocato abbastanza bene, e ha meritato come meritano le squadre di calcio normali, cioè con un po’ di testardaggine e un po’ di fortuna nei rimpalli, nei rigori, nelle parate, nei tiri che diventano gol per sbaglio (le squadre non normali, quelle che meritano in modo diverso, quasi ineluttabile, che sembrano “elette” in un modo che trascende il caso, sono quelle tipo la Juventus dello scorso anno, e non sono cose di questa terra).
Questo Milan pare finalmente una squadra solida: pur con delle lacune, tipo la mancanza di ricambi affidabili in alcuni ruoli – vedi Gustavo Gómez ancora a disagio nel sistema difensivo di una squadra italiana –, tolta la gara con il Napoli non ho mai avuto la sensazione di vedere una squadra slacciata e poco coesa. Da tre anni non partiva così bene, un punto in più della stagione 2014/15 con Inzaghi, facendo meglio degli ultimi due anni per quanto riguarda i gol subiti. I 4 gol presi (con il Napoli) che caratterizza la nostra partenza da due anni a questa parte, anche se abbiamo ancora una certa schizofrenia nei risultati. Certo l’unica partita con una squadra di livello, il Napoli appunto, è stata persa, ma il saldo al momento è decisamente positivo.
L’ultima volta che il Milan ha conquistato 19 punti dopo otto giornate di Serie A era nella stagione 2010/11 con Allegri in panchina, stagione nella quale i rossoneri poi hanno vinto il campionato. Il merito non è solo dei veterani ed esperti giocatori come Bacca e Paletta, ma amche del coraggio è tutto nelle conclusioni vincenti dalla distanza dei centrocampisti Bonaventura, Locatelli e Kucka. Una squadra più libera mentalmente, unita e conscia della proprie qualità.
Dopo nove giornate il Milan ha sei punti più rispetto a quello della passata stagione, con sei gol fatti in più e tre in meno subiti. Numeri che raccontano quanto la squadra sia cresciuta, nonostante sia la medesima per nove undicesimi rispetto a quella della scorsa stagione. La linea verde ha basi forte e piace eccome. Calabria e Locatelli sono il presente e il futuro del Milan, bravo Montella a dosarne l’impiego e a incitare e seguirne la crescita. Il mercato è stato deficitario e allora spazio alla valorizzazione del patrimonio tecnico presente in rosa, senza alibi che avevano accompagnato la precedente competizione.
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