Inter, Joao Mario e la ricerca del trequartista

Pubblicato il autore: Daniele Verderio Segui


Squadra solida, vittorie pesanti, unità d’intenti e bel gioco. L’Inter si presenta alla pausa nazionali in ottima forma, nonostante il punticino casalingo contro il Torino, ma è chiaro che il lavoro è ancora in stato di avanzamento.
Dunque lo stop offre la possibilità per lucide valutazioni sulla questione Joao Mario, oggetto misterioso e uno dei pochi nei dell’ambiente nerazzurro “Spalletti edition”.

Voci più insistenti, infatti, spingono il numero 10 portoghese lontano da Milano, per far posto nello spogliatoio al talento consumato Pastore, principe di Parigi usurpato da re Neymar, che lo ha persino privato del numero 10.
Del resto, tra i tanti limiti di questa Inter, forse la mancanza di un vero trequartista è il più evidente; Brozovic troppo discontinuo, Joao Mario impalpabile e Borja Valero non sempre lucido nell’arco dei 90 minuti di gioco.
La parola “trequartista” a Milano è un tabù, una sequenza di lettere che appena pronunciate evocano immediatamente nel romantico immaginario dei tifosi il volto di Wesley Sneijder: talento cristallino, personalità da vendere,  gol pesanti e soprattutto eroe dello storico triplete.
Da quel 2010 di gloria molti allenatori si sono avvicendati sulla cocente panchina nerazzurra, senza mai riuscire a trovare un trequartista degno di succedere al genietto olandese.

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Coutinho, Alvarez, Cassano, Guarin, Kovacic, Shaqiri, Hernanes, Banega: esperimenti falliti, semiriusciti ma mai, (mai!) vincenti.Tutti giocatori di livello, certo, ma che nella parentesi di Milano non hanno stupito: fuori ruolo, troppo acerbi, “cotti”, discontinui, lenti, troppo responsabilizzati. Diverse sono le cause del loro rendimento non eccezionale, a tratti spettacolare, ma a fine stagione inesorabilmente insufficiente.
Non è un caso che tutti siano volati via Milano, lasciando in molti la sensazione di una promessa non mantenuta, un giocatore mai realizzato.
Quest’anno più che mai la dimensione spallettiana della corazzata interista ha riacceso le fantasie dei tifosi. La distanza con Juve e Napoli appare sensibilmente ridotta. La squadra sembra aver riacquistato la dignità propria dei colori interisti.

Sembra tutto perfetto, ma la costante perdente rimane: una squadra orfana di un vero trequartista.
L’Inter è davanti a un bivio: credere in Joao Mario o puntare tutto su Pastore. Questi mesi che ci portano alla finestra di mercato invernale saranno fondamentali per schiarirsi le idee. Due giocatori agli antipodi per età, storia e movenze, ma accomunati dallo stesso parametro di valutazione: dare finalmente all’Inter un nuovo trequartista, fuori dall’ombra incombente di Wesley Sneijder.

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