Cutrone, una mano santa per Gattuso: il Milan spezza il tabù grandi con la Lazio

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
Cutrone

Cutrone, una mano santa per Gattuso

Cutrone-Bovaventura, tris di vittorie per Gattuso. 463 giorni, tanto ne è passato di tempo da quando il Milan aveva vinto in campionato contro una squadra che lo precedeva in classifica. Era il 22 ottobre 2016, il gol di Locatelli piegava la Juventus. I rossoneri hanno interrotto il digiuno, vincendo per 2-1 contro la Lazio. I rossoneri hanno giocato un ottimo primo tempo, per poi difendere il vantaggio dopo l’intervallo. Terza vittoria di fila per Rino Gattuso, che comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel. Un match pieno di spunti e polemiche. Milan-Lazio è stata sbloccata da un gol di braccio di Cutrone. Il baby bomber si è avventato come un falco sulla punizione di Calhanoglu. Lì per lì nessuno si è accorto di nulla, neanche il Var. La Lazio non si è persa d’animo e ha reagito subito pareggiando subito con Marusic. Finale di primo tempo rossonero con il bel gol di Bonaventura, su cross al bacio di Calabria.

Una vittoria molto italiana questa del Milan. Non solo per gli autori del gol. Bene, anzi benissimo Calabria. Il terzino classe ’96 ha giocato in maniera eccellente sia a destra che a sinistra, non facendo rimpiangere né Conti e né Rodriguez. In crescita Bonaventura, così come Bonucci. Il capitano rossonero, ben coadiuvato, ha cercato di limitare al minimo la verve del miglior attacco del campionato. Tutti giocatori in netto aumento di rendimento, quello che ci si aspettava da ognuno di loro da inizio campionato. E anche gli stranieri stanno cominciando a calarsi a dovere nel campionato italiano. Era ora.

Cutrone segna, Calhanoglu inventa e il Milan va

Una vittoria molto italiana, si diceva. Il Milan contro la Lazio ha messo in mostra non solo la grinta gattusiana, ma anche una buona qualità di gioco. Questo grazie al rendimento in crescita di Biglia, Kessié e Calhanoglu. I tre nuovi acquisti stanno cominciando a dare il loro robusto contributo alla causa rossonera. L’argentino, una volta recuperata una buona condizione fisica, ha preso in mano le redini della squadra. Paradossale che Montella l’aveva messo in discussione, mentre Gattuso lo ha sempre messo al centro del suo progetto. Kessié è tornato quello di inizio stagione. L’ex atalantino è in versione caterpillar. Può e deve crescere ancora, ma il giocatore arruffone e confusionario di qualche settimana fa sembra un lontano ricordo.

Come in crescita è Hakan Calhanoglu. Sembra passata un’era mesozoica da quando si parlava si una sua partenza nel mercato di gennaio. Il turco è sempre più a suo agio sulla fascia sinistra. Il tandem-qualità con Bonaventura funziona sempre meglio. L’ex Bayer Leverkusen ha anche messo lo zampino nel gol di Cutrone, calciando ottimamente la punizione che ha sbloccato il match. Non solo fioretto, Calhanoglu nel finale ha anche usato la clava quando ce n’è stato bisogno. Tanto che Gattuso negli ultimi minuti ha tolto Suso e non il turco. Un Milan dunque che vince e convince, ma che non può cullarsi troppi sugli allori. Mercoledì c’è subito il rendez-vous con la Lazio. Ancora luci a San Siro per l’andata della semifinale di Coppa Italia. Gattuso non vuole fermarsi, ma la salita è ancora molto, ma molto lunga.

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