Fabio Quagliarella, quando la passione per il calcio diventa il tuo punto di forza

Pubblicato il autore: Giuseppe Garetti Segui

20-08-17 SAMPDORIA-BENEVENTO CAMPIONATO SERIE A TIM 17-18 FABIO QUAGLIARELLA GOAL 1-1

Si dice che la vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.

A Fabio Quagliarella di cose ne sono accadute tante, non sempre belle, ma ha sempre reagito, alla sua maniera. Perchè anche la mancata reazione dopo un goal è di per sè una reazione.

Il goal, una costante di Quagliarella, attualmente è il miglior marcatore italiano in attività, ha 35 anni e senza dubbio sta disputando la miglior stagione della sua carriera.

La sua carriera, difficile persino da descrivere, ovunque sia andato, ha sempre lasciato un bel ricordo, perchè non c’è tifoso di qualsiasi maglia lui abbia indossato che non lo ricorda con affetto. Eccezion fatta per la piazza di Napoli, che per tempo l’ha considerato un traditore.

Napoli, la squadra per la quale Quagliarella non ha mai nascosto la sua fede, basta d’altronde, rivedere le immagini di quando militava nel Napoli (stagione 2009-2010), i suoi occhi, quelli di un ragazzo che dopo aver girato mezza nazione finalmente si sentiva a casa propria. La gioia e l’esultanze dopo i goal (11 in quella stagione) tutte accompagnate da quel bacio sulla maglia che vale più di mille parole. Un vero e proprio sogno quello che stava vivendo, che (troppo) presto, si trasformò in un incubo.

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Un incubo durato per anni, iniziato proprio durante la sua unica stagione al Napoli. Una vicenda assurda che l’ha visto vittima di stalking da parte di un ex agente della Polizia Postale e che senza alcun dubbio ha condizionato la sua carriera ma cosa ancor più grave la sua vita privata. Per anni, Quagliarella ha dovuto sopportare voci che lo vedevano in stretto contatto con la camorra e addirittura di violenze su minori. Nulla di vero, naturalmente, ma sufficiente a rendere la sua vita un vero e proprio inferno.  Fu costretto a lasciare la sua Napoli, tra l’ira dei tifosi che non essendo a conoscenza della verità, non perdonarono (inizialmente) il suo passaggio alla Juventus.

Il perdono
dei tifosi Napoletani arriva dopo che vinto il processo, Quagliarella decide di raccontare tutto in televisione, prima in un’intervista post partita, dove scoppia a piangere, poi alla trasmissione televisiva “Le Iene” che l’1 marzo 2017 manda in onda un servizio nel quale lui stesso spiega l’incubo passato e tutte le emozioni contrastanti di quegli anni. Più che un perdono, è quasi una richiesta di scuse quella della curva napoletana, una sorta di “non potevamo sapere”, e dopo il servizio, è la curva stessa a dedicare uno striscione che forse è considerata da lui stesso la sua vittoria più bella.

“Nell’inferno in cui hai vissuto…enorme dignità
ci riabbraceremo Fabio figlio di questa città”

Ebbene si, perchè una storia d’amore seppur travagliata, non poteva finire in quel modo, e lo stesso giocatore ha più volte manifestato la sua volontà di voler tornare a Napoli e finire nel migliore dei modi la sua carriera, nonostante l’ottimo feeling con la Sampdoria e i suoi tifosi.

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La Sampdoria è la squadra dove ha segnato di più, quella in cui gioca tutt’ora con la fascia di capitano al braccio e dove attualmente è il miglior marcatore stagionale, con 15 goal in 20 partite, niente male per il suo secondo capitolo blucerchiato, come del resto anche il primo, nel 2007 che gli ha permesso di entrare in Nazionale.

La Nazionale è il secondo sogno realizzato da giocatore, anche se con essa non è stato molto fortunato. Fa il suo esordio contro la Scozia il 28 marzo 2007, e segna il suo primo goal, anzi i suoi primi due contro la Lituania, il 6 giugno dello stesso anno. Ma è nel 2010, nella sciagurata spedizione azzurra ai Mondiali in Sudafrica, che Quagliarella fa parlare di sè, debuttanto nella competizione contro la Slovacchia, nell’ultima partita del girone, dove gioca solo gli ultimi 45′, segnando un gran goal di pallonetto, che però non bastò ad evitare la precoce eliminazione da quello che probabilmente poteva essere il suo Mondiale. Fu l’unico infatti, a salvarsi dalle critiche dopo la brutta figuraccia della Nazionale.
Sicuramente con l’attuale rendimento, Quagliarella meriterebbe al giorno d’oggi la convocazione nonostante l’età, ma come tutti ben sappiamo, non parteciperemo ai prossimi Mondiali in Russia, è quindi da considerarsi, il suo, un capitolo chiuso.

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Senza alcun dubbio avrebbe meritato una carriera migliore di quella che ha avuto, ma questo a Quagliarella non sembra importare, lui stesso è consapevole che la sorte (calcistica) poteva essere più benevola nei suoi confronti, e chissà se in futuro il suo sogno di tornare a Napoli non si realizzi. Nel frattempo continuiamo a godercelo, con i suoi goal, con le sue giocate e il suo amore per questo sport che nonostante tutto, non si è mai affievolito.

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