Gattuso, gli auguri di Ancelotti:”Sei l’anima del Milan”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
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Gattuso, gli auguri di Ancelotti

Gattuso, 40 anni in rossonero per Ringhio. Avrebbe voluto festeggiare in campo con i suoi ragazzi, lo farà a casa con la famiglia. Rino Gattuso compie 40 anni, un traguardo e un punto di partenza nella vita di ogni uomo. Più di un terzo di questa vita l’ha passato con il Milan addosso. Prima da giocatore, dal 1999 al 2012, e ora da allenatore. Gattuso è sempre lo stesso di quando rincorreva gli avversari: urla, sbraita, si agita. Solo per uno scopo, portare il alto il suo Milan. Carlo Ancelotti, uno che lo conosce molto bene, ha voluto fargli gli auguri con una lettera apparsa sulle colonne della Gazzetta dello Sport.Adesso che ti vedo sulla panchina del Milan, e ti agiti come un matto, urli, sbraiti, inciti i tuoi giocatori, mi viene da pensare che sei la persona giusta al posto giusto: c’è bisogno della tua passione, del tuo carattere, del tuo spirito di sacrificio per superare gli ostacoli;  c’è bisogno anche della tua allegria per sdrammatizzare certe tensioni; e di qualche tua solenne arrabbiatura per svegliare qualcuno che dorme, perché in una squadra, in un gruppo, c’è sempre qualcuno che dorme”.

L’ex allenatore del Milan durante la lettera ricorda con affetto gli otto anni trascorsi insieme in rossonero. Anni di grandi vittorie, ma anche di sconfitte. “Ti ho sopportato. Prima delle partite eri inavvicinabile: nervoso, scontroso. Era il tuo modo di prepararti e siccome anch’io, quando giocavo, entravo in partita con largo anticipo, con te sapevo come comportarmi: una battuta tanto per abbassare il livello dell’ansia, una risata, una passeggiata fuori dallo spogliatoio”. Ancelotti ricorda di quando nel ritiro di Malta nel 2007 promise ai giocatori che li avrebbe portati in finale di Champions League. I giocatori del Milan lo presero per matto perché allora i rossoneri erano in grande difficoltà. Ancelotti mantenne la promessa e i rossoneri vinsero la settima Champions League della storia milanista. Gattuso c’era, come c’è oggi. Se c’è un uomo a Milanello che oggi può trasmettere “milanismo” ai giocatori è lui.

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Gattuso, 40 anni senza fermarsi mai

Quando arrivò al Milan Gattuso era un ragazzino di 21 anni. Aveva giocato nel Perugia, Glasgow Rangers e Salernitana. Per i tifosi milanista diventa subito un idolo per la sua grinta e la voglia di combattere. Nel suo primo derby va a fare muso a muso con Ronaldo, non uno qualsiasi. Segna il suo primo gol in rossonero nel febbraio del 2000, a Bologna. Rino gioca sempre, con Zaccheroni, Terim e Cesare Maldini. Ma è con Carlo Ancelotti che esplode definitivamente. Nel Milan dei piedi buoni è lui che deve correre e recuperare palloni. “State tranquilli, ci penso io“, così ripeteva ai vari Pirlo, Seedorf, Rui Costa e Kakà.

Grandi vittorie, ma anche delusioni forti. Dopo Istanbul voleva andare via, pensava che quel Milan non potesse più vincere. Galliani lo chiuse in uno spogliatoio e lo convinse a continuare in rossonero. Dopo la parentesi con Leonardo ecco che Gattuso è tornato grande con Allegri. Titolare nell’anno 2011, ultimo scudetto vinto dal Milan. Poi il problema agli occhi e la scelta di lasciare il suo grande amore rossonero. Dopo Sion, Palermo, Ofi Creta e Pisa ecco la grande chance da allenatore, proprio con il suo Milan. Tanti auguri Ringhio, non cambiare mai.

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