Milan, Yonghong Li nei guai: chiesta la bancarotta in Cina. L’ex a.d. Galliani: “Cessione regolare”

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui
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Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Milan nuovamente nella bufera: sebbene la formazione allenata dal tecnico Rino Gattuso sembra cominciare a macinare gioco e risultati, ultimo dei quali quello di ieri sera contro la Sampdoria, che ha ridato nuova linfa a tutto l’ambiente rossonero in seguito al contemporaneo aggancio in classifica proprio a scapito dei liguri, a destare non poca preoccupazione sarebbero le voci che provengono al di fuori dal rettangolo verde e che vedono interessata la dirigenza cinese della squadra meneghina.
In effetti, la situazione in seno ai vertici del Milan presieduti da Yonghong Li sarebbe nuovamente minata da alcune indiscrezioni che giungono dal continente asiatico, nel quale il leader della compagine rossonera sembra aver fatto razzie tra banche e società finanziarie, compromettendo nuovamente la stabilità della società che rappresenta.
Al momento si tratta solamente di voci che necessiterebbero alla stregua di conferme da parte dei competenti organi deputati al controllo, ma ciononostante i tifosi del Milan, già seriamente provati dal sofferto passaggio dalla vincente gestione berlusconiana all’attuale anonima, almeno per il momento, rappresentanza del leader cinese, si mostrano ulteriormente sofferenti dinanzi a notizie che stanno circolando nelle ultime ore e che sembrano non promettere nulla di buono.

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Nella tarda mattinata di oggi, l’ex a.d. del Milan, Adriano Galliani, intervenuto a Mattino Cinque, trasmissione in onda sulle reti Mediaset: “Yonghong Li ha investito 740 milioni per comprare il Milan. Noi eravamo assistiti da un advisor molto importante e da un grande studio legale, così come Li Yonghong – afferma l’ex dirigente rossonero -. Non solo ha comprato il Milan, ma sono accadute anche tre cose importanti: innanzitutto a giugno ha presentato le credenziali alla Lega Calcio ed è stato approvato. Seconda cosa: il fondo Elliott ha prestato a Mr.Li oltre 300 milioni di euro, quindi avranno fatto le loro verifiche. Infine – conclude Galliani -, in estate è stata fatta una campagna acquisti faraonica da oltre 200 milioni di euro, quindi dando tutte le garanzie e le fidejussioni che le norme italiane prevedono. Io non conosco la realtà cinese, ma uno più uno più uno fa tre e tutte le cose finora sono andate in quel senso“.

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Nuova bufera sul Milan: è la fine della dirigenza di Yonghong Li ?

La notizia che sta facendo il giro del web proviene da fonti autorevoli: secondo un’inchiesta del Corriere della Sera, la Shenzhen Jie, holding dell’attuale presidente del Milan, è alle prese con una caterva di prestiti non restituiti a due diverse banche, le quali, per tutelarsi, avrebbero deciso di agire.
Secondo quanto riporta il quotidiano nella edizione odierna, la holding in questione, presentata nella fattispecie quale credenziale per l’acquisto del Milan, era allo stato già insolvente all’atto della cessione.
A riprova di quanto affermato dal Corriere, ci sarebbe persino un ordine arrivato dal tribunale del distretto di Futian, con il quale si chiedeva in maniera decisamente perentoria la vendita all’asta della società, a causa proprio dell’insolvenza di quest’ultima, sospesa poi per il sopraggiungere di un nuovo creditore.

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Yonghong Li era sotto tiro in patria, ma al contempo con nonchalance si accingeva a concludere uno degli affari più costosi della storia del calcio, acquistando per l’appunto il Milan, forte anche delle fantomatiche miniere di fosfato e di un patrimonio faraonico che in realtà, stando alle indiscrezioni del quotidiano di via Solferino, erano decisamente apparenti, dal momento che la società era piena di debiti e in evidente stato di insolvenza.
Intanto Gattuso prende per mano il suo Milan, plasmandolo a sua immagine e somiglianza: i risultati sembrano dargli ragione, la qualificazione ai preliminari di Champions del prossimo anno è ad un passo, gli ottavi di Europa League già ipotecati. I rossoneri giocano senza timore, scrollandosi di dosso le voci extra calcistiche che attanagliano la società.

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