Serie A, arriva la rivoluzione del commissario Figc Fabbricini: stop a campionato a 20 squadre e meno extracomunitari

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

serie a
Serie A, fresco di nomina a commissario della Figc, Roberto Fabbricini comincia a mettere mano al campionato della massima serie, dando vita alla tanto auspicata rivoluzione del calcio nostrano, invocato a più riprese a partire dalla deludente esclusione dell’Italia dai prossimi Mondiali di Russia.
Sono stati mesi di continui dibattiti sul tema, di fantomatici progetti da porre in essere e concretamente da realizzare, di ore intense a discutere sul come limitare i danni di una siffatta debacle.
Tra il fallimento della elezione democratica di un presidente del vertice del calcio italiano e alla stregua il commissariamento della Figc, fino alla analoga situazione della Lega Serie A, la più importante dal punto di vista professionistico ma così tanto fragile negli equilibri politico – sportivi a tal punto da ciccare più volte la votazione in maniera assolutamente democratica di un capo che rappresenti un’unità di intenti in seno proprio al massimo organismo di calcio nazionale.

Serie A, arriva la rivoluzione del neo commissario Figc Fabbricini

Importanti novità potrebbero riguardare a stretto giro la Serie A, la quale sarà profondamente rivisitata dal neo commissario della Figc Fabbricini. Fresco di nomina da parte del presidente del Coni, Malagò, il nuovo capo del calcio italiano vuole mettere mano proprio allo zoccolo duro della massima serie, apportando sostanziali modifiche. Intervenuto ad una radio romana, come riporta l’agenzia Ansa, Fabbricini ha chiarito quanto segue: “Forse 20 squadre sono troppe, il campionato è lungo, ci sono domeniche in 4 o 5 partite già a Febbraio non valgono più nulla – afferma il commissario della Figc -. Io a titolo personale penso che un campionato di serie A a 20 squadre sia eccessivo“.
La novità assoluta riguarda la riduzione del numero dei giocatori extracomunitari, che rappresentò il leitmotiv dei primi accusatori di Tavecchio negli istanti immediatamente successivi alla disfatta Mondiale dello scorso mese di novembre: “Al Coni annualmente riceviamo dal Governo indicazioni per abbassare il numero degli ingressi di extracomunitari nella totalità degli sport – rivela Fabbricini – L’argomento è stato trattato nell’ultima assemblea soprattutto da due presidenti, Pallacanestro e Pallavolo, in quanto la forte presenza di giocatori provenienti da federazioni straniere e extracomunitarie chiaramente va ad impattare negativamente sul livello tecnico delle varie nazionali“.

Le premesse per un sostanziale rinnovamento ci sono tutte, il calcio italiano ne ha profondamente bisogno: tuttavia non bisogna cambiare tanto per cambiare, ma apportare le giuste migliorie per un sostanziale cambio di mentalità in seno al mondo calcistico in generale, una riforma che coinvolga il football made in Italy a 360 gradi, puntando alla stregua su figure nuove e più carismatiche capaci di veicolare il messaggio di innovazione da più parti invocato.

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: