Calhanoglu-Suso, le due facce del Milan di Gattuso che torna a vincere con il Bologna

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Calhanoglu, il turco trascina i rossoneri contro il Bologna. Era mancato tanto con Torino e Benevento, tantissimo. Hakan Calhanoglu si è ripreso il Milan al Dall’Ara. Il turco ha giocato forse la sua miglior partita da quando è in Italia. Una prestazione da vero numero 10 che consente ai rossoneri di tornare alla vittoria, dopo 42 giorni di astinenza dai tre punti. Un gol, un assist per il raddoppio di Bonaventura e tanta altra qualità. L’ex Bayer Leverkusen da una grossa mano anche in fase di difesa, sporcando spesso le linee di passaggio avversarie. Non è un caso che per la prossima stagione Gattuso stia pensando di passare al 4-3-1-2, con Calhanoglu al centro del villaggio rossonero. Un nuovo modulo che difficilmente prevederà la presenza di Suso. Lo spagnolo sta vivendo una preoccupante involuzione. Prima di tutto realizzativa, in quanto l’ex Liverpool non segna dallo scorso 4 febbraio a Udine.

Tre mesi senza segnare sono un’eternità per un giocatore con quelle qualità tecniche e balistiche. Contro il Bologna Suso si è spesso aggrovigliato su sé stesso in cerca della giocata, invece di fare la cosa più semplice. Lo spagnolo si è divorato anche un paio di gol, dimostrando anche una certa stanchezza. Le voci di mercato sicuramente non gli stanno facendo bene. Gattuso lo protegge e non lo mette in discussione, anche perché il tecnico rossonero non ha grandi alternative in panchina. Ringhio spera che Suso torni in buona condizione per il 9 maggio. La finale di Coppa Italia contro la Juventus avrà bisogno del miglior Milan. E di undici Calhanoglu.

Calhanoglu trascinatore, Locatelli promosso in vista della Juventus

Nel Milan che vince dopo più di un mese in campionato è tornato titolare Manuel Locatelli. Il centrocampista classe ’98 non giocava dall’inizio in campionato dallo scorso 18 novembre, Napoli-Milan 2-1. In generale Locatelli non partita dal primo minuto da Milan-Ludogorets di Europa League, 22 febbraio. Davvero troppo poco per il numero 73 rossonero, che infatti nell’avvio contro il Bologna ha palesato un po’ di ruggine. Ammonito dopo 20 minuti per un fallo su Palacio, non si è però innervosito con il passare dei minuti. Il gol del 2-0 di Bonaventura è nato da un suo buon lancio, poi tanta geometria e ordine a centrocampo. Il tutto potrebbe già aver convinto Gattuso a puntare su di lui per Juventus-Milan del 9 maggio.

Benissimo Calhanoglu, bene Locatelli, male Cutrone. Il giovane bomber milanista si è mosso tanto con il Bologna, ma ha sbagliato il più facile dei gol a tu per tu con Mirante. Un errore che prolunga l’assenza degli attaccanti rossoneri dal tabellino dei marcatori. L’ultimo gol realizzato da una punta milanista è stato quello di André Silva, il 18 marzo contro il Chievo. Una vita. Nel finale è entrato Kalinic, ma neanche il croato è sembrato in buone condizioni. Il rebus attacco continua a tormentare Gattuso. Un match come quello contro il Bologna poteva essere vinto agevolmente, mentre è stato sofferto fino alla fine. “Giocando così sarà difficile vincere la Coppa Italia”, così parlò Gattuso nel dopo Bologna-Milan. Difficile dargli torto. Soprattutto se gli attaccanti rossoneri continueranno a sparare a salve. Urgono rimedi. Efficaci rimedi.

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