Carlo Ancelotti, l’artefice degli ultimi trofei rossoneri si prepara ad affrontare il Milan

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Carlo Ancelotti – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Sabato sera, al “San Paolo“, andranno in scena una serie di incroci dall’elevato valore intrinseco. Higuain affronterà il suo passato a tinte azzurre, Reina farà ritorno nel capoluogo campano, per la prima volta da avversario, e Carlo Ancelotti proverà a mettere in difficoltà quel Milan che lo vide nelle vesti di protagonista sia come calciatore che come allenatore.

Il nome di Carletto suscita sempre grandi emozioni ed indimenticabili ricordi nei cuori dei tifosi rossoneri. Ancelotti non è mai stato, e mai sarà, uno qualunque in casa Milan. Da giocatore fu uno dei punti fermi nello scacchiere tattico di Arrigo Sacchi. Con quella squadra che conquistò il mondo, fu tra i protagonisti principali dello scudetto datato 1987/1988, così come contribuì attivamente ad alzare al cielo le due coppe dei Campioni, nel 1989 e nel 1990, oltre alle due supercoppe europee ed altrettante coppe intercontinentali, senza dimenticare la Supercoppa Italiana del 1988.

Leggi anche:  Dani Alves, stoccata alla Juventus: "Via perché hanno mentito"

Da allenatore, dal novembre 2001 al 2009, il suo palmares si è ulteriormente arricchito con la conquista di uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, due supercoppe europee, un Mondiale per Club e soprattutto due Champions League, nel 2003 superando in finale, ai calci di rigore, la Juventus, e nel 2007 ai danni del Liverpool, cancellando, così, quella macchia nella sua carriera di allenatore, quando nel 2005 vide sfuggire clamorosamente la coppa dalle grandi orecchie appannaggio, quella volta, dei Reds. Oltre a ciò, tanti i riconoscimenti personali ed i trionfi successivamente inanellati nelle varie esperienze estere tra Chelsea, Paris Saint Germain, Real Madrid e Bayern Monaco.

Ancelotti, tra l’altro, nel giorno del quarantesimo compleanno di Gennaro Gattuso, riservò parole di stima ed elogio nei confronti del suo ex calciatore, definendolo l’uomo adatto per far rinascere il Milan. A suo avviso, “Ringhio” attraverso la proverbiale determinazione, la spiccata personalità e il feroce agonismo, riuscirà, nel corso degli anni, ad imprimere una vera identità al “diavolo“, conducendolo nuovamente nell’élite del calcio europeo, collocazione naturale per un club vincente e dal passato glorioso.

Leggi anche:  Quel giallo che pesa come un macigno: Romero contro la sua ex Juventus non ci sarà domenica

Il rapporto tra Ancellotti e l’ambiente rossonero è meraviglioso, caratterizzato solo ed esclusivamente da ottimi ricordi. Molto spesso, nel recente passato, venne accostato il suo nome quale possibile nuovo allenatore del Milan, in quel che sarebbe stato un ritorno che definire gradito, rischierebbe di essere un eufemismo.

Ora, però, per poco più di novanta minuti le intenzioni di Carletto e quelle della compagine rossonera non combaceranno. Saranno uno contro l’altro, uno di fronte l’altro, “nemici” in campo, con l’obiettivo di conquistare l’intera posta in palio. Solo per novanta minuti però, in quanto al triplice fischio finale torneranno prepotentemente i ricordi, la stima professionale, l’affetto che il pubblico milanista conserva nei confronti di Ancelotti, uomo perbene e vincente, in un mondo del calcio dove molto spesso, ahimè, non vi è spazio per i sentimentalismi.

  •   
  •  
  •  
  •