Juve non cambi mai: Pjanic e Mandzukic stendono la Lazio

Pubblicato il autore: Francesco Perna Segui

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

La solita Juve. La gara di ieri dello Stadium è stata l’ennesima dimostrazione di quanto sia solida questa squadra. Il pragmatismo è la caratteristica dei bianconeri, capaci di superare una Lazio attenta in fase difensiva, ma troppo sterile in avanti. La squadra di Allegri è ancora in fase di rodaggio. Vincere gare di questa importanza senza i gol di Cristiano Ronaldo e con un’intesa ancora da affinare, può spaventare e non poco le direttte concorrenti. Forse il segreto di questa squadra sta proprio in questo. Non dipendere da nessun giocatore, neanche se ti chiami  Ronaldo. Tutti i tifosi presenti allo stadio volevano e speravano di assistere alla prima rete del portoghese, ma Strakosha e la sfortuna hanno detto di no.

Il tecnico livornese cambia modulo rispetto a Verona, memore anche delle difficoltà riscontrate la scorsa stagione, quando affrontò i laziali con il 4-2-3-1 subendo le ripartenze di Luiz Alberto e Immobile. Una mossa vincente quella di inserire Matuidi togliendo un’attaccante, perché la Juve in fase di non possesso ha visto il francese spostarsi sull’out di sinistra con il conseguente scivolamento di Bernardeschi sulla linea dei centrocampisti, garantendo più copertura quando la Lazio riusciva ad attaccare gli spazi con Milinkovic e Luis Alberto e dando qualità tra le linee. Pjanic sblocca il match con il terzo gol in questo 2018 da fuori area in una gara fino a quel momento molto chiusa. Il bosniaco sembra comunque prediligere il centrocampo a tre, garantendo maggiore qualità e peso specifico in avanti. E poi c’è Mandzkukic. Il vice campione del mondo sembra quello più felice dell’arrivo di CR7 a Torino. Non solo per il gol fortunoso di ieri, ma anche perché in questa nuova Juve, può tornare ad essere un’attaccante puro, come nel suo primo anno in bianconero.

Una Juve che in questa stagione vola letteralmente  sugli esterni. La qualità vista in queste prime due gare rasenta la perfezione. Esemplare l’azione del raddoppio bianconero con Douglas Costa e Cancelo protagonisti assoluti. Se al Bentegodi Alex Sandro è stato il migliore, nella gara di ieri il terzino portoghese ha riscattato l’errore di Verona offrendo una prova convincente anche in fase difensiva, limitando al massimo i tagli del suo dirimpettaio Lulic.
Allegri può ritenersi soddisfatto non solo per la vittoria e per il gioco espresso, ma anche per l’attenzione in
fase difensiva,con la coppia Bonucci e Chiellini che ha garantito solidità ed esperienza limitando gli attacchi di Immobile e compagni.
La Lazio perde anche questa gara (non accadeva dalla stagione 2006-2007). Il calendario non è stato amico dei biancocelesti. Affrontare Napoli e Juve non ha aiutato la truppa di Inzaghi. Portare via punti da Torino è sempre difficile, ma questa Lazio può e deve fare qualcosa di più. La gara dell’Allianz ha visto miglioramenti in fase difensiva, con Wallace sugli scudi e con Acerbi sempre più leader nella retroguardia laziale. Sostituire De Vrij non sarà semplice, ma l’ex Sassuolo sembra essersi inserito subito nei meccanismi difensivi. Il potenziale non manca ai romani e nonostante l’inizio shock ce ancora tempo per migliorare.
Per il tecnico piacentino sarà una stagione difficile. L’obiettivo è il quarto posto, ma ottenerlo non sarà per nulla semplice.

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