Napoli, Hamsik presenta la sua autobiografia: “A me Napoli ha sempre dato tanto”

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
NAPLES, ITALY - DECEMBER 10: Marek Hamsik of SSC Napoli in action during the Serie A match between SSC Napoli and ACF Fiorentina at Stadio San Paolo on December 10, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Giornata particolare, quella di ieri, a Castel Volturno. Nel quartier generale azzurro non si è parlato solo ed esclusivamente di calcio e di tattica ma si è andato oltre. Marek Hamsik, in compagnia della scrittrice Monica Scozzafava e del dirigente Mondadori, Stefano Peccatori, ha presentato la sua autobiografia intitolata “Marekiaro“.

Il centrocampista slovacco è oramai un’istituzione dalle parti della città partenopea. Sono ben dodici le stagioni trascorse all’ombra del Vesuvio, 503 le presenze totalizzate, impreziosite da ben 120 gol, senza dimenticare la conquista di due coppe Italia e di una Supercoppa Italiana, titoli che hanno dato lustro alla sua carriera tra le fila del Napoli.

Durante la conferenza stampa, Hamsik non ha lesinato giudizi nei confronti del capoluogo campano, che lo ha letteralmente adottato, spostando, poi, l’attenzione sugli obiettivi da perseguire, sui motivi che lo hanno spinto a restare in azzurro nonostante provenissero sirene dalla Cina e sui meriti da attribuire a Carlo Ancelotti, tecnico che lo sta ridisegnando nell’inedito ruolo di playmaker di centrocampo.

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Questi, alcuni dei passaggi più interessanti delle dichiarazioni rilasciate da Hamsik:”A me Napoli ha sempre dato tanto, dal primo giorno ho sentito tanto amore da parte dei tifosi. Ci vuole un pò di tempo per calarmi nei panni del regista. Ci sto lavorando, Ancelotti me ne parlò sin dalla prima telefonata. L’approccio sbagliato nelle partite? Ci dobbiamo pensare, non è possibile andare sempre in svantaggio. Non sempre si può ribaltare la partita“.

In merito ai cori razzisti che spesso riecheggiano dalle curve degli stadi, questo il pensiero del numero 17 azzurro: “Episodi molto difficili  da contrastare. Si può anche sospendere la partita, ma non li capirò mai questi cori. Sono inutili e fanno solo male“. Per quanto concerne l’appellativo di “esempio” per i tanti ragazzi che lo ammirano, Hamsik la pensa così: “Essere un esempio è importante, ci guardano tante persone, anche i bambini. Per questo sono una persona molto seria e sono attento ai comportamenti. Ti vedono troppe persone. Essere educati è la prima cosa. Il futuro? Non lo so, penso di avere ancora qualche anno da calciatore professionista. Magari mi dedicherò alla scuola calcio che ho in Slovacchia“. Infine una battuta scherzosa per quanto riguarda la fascia da capitano: “Cederesti la fascia a Insigne come Bruscolotti fece con Maradona? Non abbiamo Maradona (ride). Abbiamo giocatori forte, ma non Maradona. Se mi desse la certezza di vincere lo scudetto, gliela cederei“.

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Nel frattempo, dirottando le attenzioni sulla sfida di sabato pomeriggio, alle ore 18, contro la Fiorentina, Hamsik tornerà a giocare titolare al centro della mediana, dopo la panchina rimediata nell’ultimo turno in casa della Sampdoria. Ancelotti dovrebbe affidarsi, quasi certamente, al 4-3-3, con alcune novità in avanti, con il rientro di Callejon dal primo minuto e con il possibile impiego di Mertens, il quale scalpita nel giocare dall’inizio, dopo un avvio di stagione nelle vesti di vice-Milik.

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