Atalanta-Milan: rossoneri formato Champions trascinati da un irrefrenabile Piatek

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Le critiche, i mugugni, appaiono un pallido ricordo se parliamo di Milan. La squadra allenata da Gennaro Gattuso è in forma smagliante dal punto di vista fisico e psichico e i risultati vengano da sé. Il “diavolo” imponendosi per 1-3 in casa della temibile ed organizzata Atalanta, ha lanciato un chiaro messaggio al campionato: i rossoneri si candidano per conquistare un posto per la prossima edizione della Champions League, mettendo nel mirino il terzo gradino, occupato attualmente da un Inter non propriamente in salute.

A seguito del prestigioso successo dell'”Atleti Azzurri d’Italia“, la banda guidata da Gattuso consolida il quarto posto, salendo a quota 42, issandosi a -1 proprio dai nerazzurri, impegnati quest’oggi contro la Sampdoria. Il Milan è reduce da sette risultati utili consecutivi, caratterizzati da tre pareggi e quattro vittorie, subendo la miseria di 3 reti e mettendo in mostra un Krzysztof Piatek famelico, autore di 6 gol nelle sue prime cinque gare in maglia rossonera.

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Brilla la difesa che appare insuperabile e domina il centrocampo che ha trovato una quadratura confortante con la presenza in campo di Kessié, Bakayoko e Paquetà. Il francese dopo un inizio stentato, è riuscito ad imporsi, smentendo tutti coloro che auspicavano, per lui, un ritorno al Chelsea. Il numero 14 rossonero sta dimostrando personalità, senso della posizione e continuità di rendimento, fattori che stanno conducendo in altro la truppa milanista. Paqueta’, giunto nel mercato di gennaio, non sta affatto disattendendo le premesse. Il paragone con Kaka è alquanto illustre ed impegnativo, ma il giovane classe 1997 sta palesando ottime doti tecniche e massimo impegno, conquistando, sin da subito, la fiducia da parte di “Ringhio“, che lo ha schierato titolare dalla prima gara dell’anno nuovo, a Genova contro la Sampdoria, in occasione dell’ottavo di finale di Coppa Italia.

In avanti, poi, è tornato al gol Calhanoglu, uno degli uomini più attesi. Il turco si è tolto di dosso l’etichetta di essere poco pungente all’interno dell’area avversaria, sfoderando dal cilindro una conclusione su cui Berisha nulla ha potuto. Gattuso ha sempre creduto nell’ex Bayer Leverkusen, lo ha difeso e sostenuto anche nei momenti più bui, quando le sue prestazioni erano mediocri e si paventava aria d’addio. “Ringhio” lo ha spronato a dare il massimo, comportandosi da buon padre di famiglia, e Calhanoglu ha fatto frutto di ciò, ritrovando una serenità mai vista prima.

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Poi saliamo sul gradino più alto ed è impossibile non glorificare la punta dei desideri, il “pistolero” che non sbaglia un colpo: Krzysztof Piatek. Il bomber polacco è giunto a Milanello in sostituzione di Gonzalo Higuain approdato al Chelsea. L’eredità era pesante ma fare meglio del “pipita“, in base a quanto visto in rossonero, non era particolarmente complicato. Ed infatti dopo appena cinque gare, tra campionato e Coppa Italia, Piatek ha messo a segno gli stessi gol siglati in A nei sei mesi di Higuain al Milan. Doppietta al Napoli in Tim Cup, rete alla Roma, gol al Cagliari e doppietta all’Atalanta. Il polacco, ingaggiato la scorsa estate dal Genoa per appena 5 milioni di euro, segna reti di rapina e gol bellissimi, come quella del provvisorio 1-1 contro gli orobici.

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Piatek è una sentenza per le difese avversarie, sempre pronto a castigarle. Il numero 19 rossonero vede la porta con facilità, dimostrando un killer instinct invidiabile. Quanto enunciato è un cocktail micidiale per le squadre avversarie. Il “diavolo” ha superato brillantemente anche il test dell'”Atleti Azzurri d’Italia“, dove di recente anche la Juventus aveva inciampato. I segnali sono ottimi, la corsa Champions si tinge di rossonero.

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