Gol, assist e giocate decisive: così El Shaarawy si è preso la Roma e ha conquistato Mancini

Pubblicato il autore: Alessandro Marini Segui

A quasi 27 anni un calciatore si avvia, solitamente, verso l’esplosione definitiva, quella maturazione calcistica tanto decantata dagli addetti ai lavori. Per farlo, però, si ha bisogno anzitutto di fondamenta caratteriali importanti: tenacia, tranquillità (dentro e fuori dal campo) e voglia di migliorarsi ogni giorno. Ed è quello che sta dimostrando e che sta facendo Stephan El Shaarawy in questa stagione, nonostante la Roma stia vivendo (e soprattutto stia facendo vivere ai suoi tifosi) una stagione dai mille volti e, per usare un eufemismo, abbastanza negativa. Il Faraone, soprannome affibbiatogli ai tempi del Genoa, sta letteralmente prendendo per mano la squadra capitolina a suon di gol. Mai così tanti da quando veste il giallorosso. O meglio, mai così tanti in rapporto alle presenze e ai minuti giocati: con quella al Chievo di venerdì sono otto le realizzazioni, proprio come nella stagione 2015-2016 (arrivò a gennaio) e quella 2016-2017. Nel primo caso, però, le presenze complessive furono 16, nel secondo addirittura 32. In questa stagione, per il momento, è “fermo” a 15 presenze: praticamente un gol ogni 1,875 partite, numeri da bomber vero. E di fatto è proprio lui il capocannoniere dei giallorossi, con Edin Dzeko che per il momento ne ha realizzati soltanto 5. Ma oltre ai numeri stanno convincendo, e non poco, le prestazioni del numero 92 giallorosso. I più attenti avranno notato come El Shaarawy è entrato in campo nell’ultima mezz’ora di partita contro il Milan: sull’out di sinistra si sono viste giocate a saltar l’uomo e una quantità notevole di ripieghi per aiutare il compagno di fascia Kolarov. Probabilmente qualche tempo fa Il Faraone sarebbe entrato in campo un pò più svagato ed intimidito. Questo significa che El Shaarawy sta lavorando al massimo per migliorare i suoi limiti ed ampliare il suo bagaglio calcistico.

Numeri alla mano di esterni d’attacco così al momento, in Italia, non ce ne sono. E se ne è accorto anche Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale, che dopo averlo escluso nel primo periodo della sua gestione, non ha potuto far altro che convocarlo per lo stage della settimana scorsa a Coverciano, propedeutico per le convocazioni ai match di qualificazione agli Europei in programma a Marzo, contro Finlandia e Liechtenstein. E proprio El Shaarawy ha chiaro il suo obiettivo con la maglia azzurra: “Andare all’Europeo“. Di questo passo uno dei 23 posti sarà sicuramente suo. Intanto, però, El Shaarawy pensa al presente: dopodomani arriva il Porto ed in questa edizione della Champions, stranamente, è ancora a secco. Sta a vedere che…

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