Roma, Di Francesco: "Esonero? Fatte scelte non corrette"

Torna a parlare Eusebio Di Francesco. L'ex allenatore di Roma e Sampdoria, mentre attende di conoscere la data della ripresa della Serie A, ha rilasciato un'interessante intervista al Corriere dello Sport in cui si è soffermato sul suo passato recente, segnato da ben due esoneri: "In questo periodo di lontananza dal calcio ho provato ad aggiornarmi. Ho letto libri di psicologia, studiato l'inglese, fatto delle videoconferenze con dei club giovanili. Avevo in programma di andare a seguire partite di calcio sia in Italia che all'estero. Ho continuato a guardare calcio, soprattutto quello più vicino alle mie idee. Ho seguito la Roma, la Sampdoria, mio figlio Federico, anche se, quando sono andato a Ferrara a trovare il mio nipotino, la Spal ha perso due volte, allora ho pensato fosse meglio non farmi vedere".
Roma, Di Francesco: "Zaniolo un gioiello del nostro calcio"
Di Francesco è poi passato a parlare direttamente dei suoi ultimi mesi alla Roma: "Venni esonerato dopo la sconfitta con il Porto. Ci sta, il calcio è fatto di episodi. L'esonero fu figlio di vari fattori che vanno al di là dei risultati. C'era stato un po' di malcontento che ci ha poi portato a quell'epilogo, avevamo perso il derby malamente. Nonostante ciò, di derby ne ho giocati quattro e ho perso solo quello, ma la gente si ricorda solo di quel 3-0. A Oporto fummo anche sfavoriti dall'arbitraggio, avremmo meritato i quarti. In Europa sento che abbiamo fatto il massimo raggiungendo la semifinale di Champions l'anno prima. Dispiace per la sconfitta subita a Liverpool, maturata in condizioni particolari. Poi a Roma ci siamo fatti gol da soli, è arrivata l'espulsione di El Shaarawy, ci hanno salvato un gol già fatto praticamente sulla linea...".
Sulle scelte di mercato : "Sono state fatte delle scelte non corrette. A cominciare da quelle che rimpiango di più, le partenze di Strootman e Nainggolan. Strootman è un giocatore straordinario, con la sua partenza abbiamo perso personalità pagando in termini di continuità di risultati. Ho il rammarico di non averlo trattenuto a Roma".
Sulle difficoltà dl secondo anno - "Ci furono diverse situazioni complicate. A gennaio Dzeko stava andando al Chelsea, poi è rimasto. Ho dovuto riadattare il mio sistema di gioco alle caratteristiche di alcuni uomini come Under e poi mi sono ritrovato a gestire tanti giovani che avevano bisogno di essere aspettati".
Su Zaniolo: "Molti me lo descrivevano come un ragazzo complicato, ma non ho mai avuto problemi. L'ho anche ripreso davanti alla squadra e lui, in breve, è diventato un gioiello del calcio italiano".
Sul rapporto con Pastore: "Anche quest'anno si è visto che il suo è un problema principalmente psicologico. Non abbiamo avuto un buon rapporto, ma non riesco a nutrire rancore per certe sue dichiarazioni. In questa stagione ha dimostrato tanta voglia, ma ormai non gioca da mesi. Non ha reso come ci si aspettava, ma la sua classe non è assolutamente in discussione".
Sul rapporto con lo spogliatoio: "I ragazzi hanno sempre dato tutto. Sono stato io che, in alcuni momenti, non sono riuscito ad entrare nella loro testa. Sono state dette tante cose sbagliate. Anche quando la società voleva mandarmi via, loro hanno fatto di tutto per convincere Pallotta a farmi restare".