Serie A, i giocatori si schierano contro il Governo e Spadafora risponde

Pubblicato il autore: Mattia DElia Segui

Da una parte c’è il Governo italiano, dall’altra parte l’Assocalciatori. Per quanto riguarda quest’ultimo, oggi si sono espressi i giocatori di Serie A, attraverso una nota molto dura dell’Aic (Associazione Italiana Calciatori) in merito alla decisione del Governo sulle modalità di ripartenza dello sport italiano. Nel comunicato stampa leggiamo che l’Aic ritiene discriminatoria e illogica l’idea di far riprendere l’attività negli impianti sportivi ai tesserati di discipline sportive individuali e non consentire ai calciatori professionisti lo svolgimento di allenamenti in forma individuale nei centri sportivi. Dopo aver letto il comunicato il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha voluto chiarire la situazione.

Il comunicato stampa dell’Aic e la risposta di Spadafora

Ecco qui il comunicato stampa reso noto dall’Aic:
L’Assocalciatori manifesta le proprie perplessità, nonché la sorpresa, in merito alla decisione del Governo sulla modalità di ripartenza dello sport italiano. Si ritiene, infatti, discriminatoria, prima ancora che illogica, l’idea di far riprendere l’attività negli impianti sportivi ai tesserati di discipline individuali e non consentire ai calciatori professionisti – cosi come ad altri atleti tesserati per discipline di squadra – lo svolgimento di allenamenti in forma individuale nei centri sportivi, come peraltro già consentito nel mese di marzo 2020. La norma, inoltre, rischia di produrre un aggravamento e non il contenimento del rischio! Per il lavoratore sportivo la fase di riatletizzazione dopo questo stop obbligato è un passaggio necessario e utile ad evitare infortuni e pronti per iniziare il 18 maggio gli allenamenti di gruppo; non v’è chi non veda come sia sicuramente più pericoloso fare attività individuale nelle zone cittadine e su superficie inidonee. Rimane l’auspicio di un pronto intervento del Governo utile ad eliminare le evidenti distorsioni che deriveranno dalla applicazione delle norme contenute nel DPCM del 26 aprile u.s.“.

Letto il comunicato, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha telefonato al presidente Aic Tommasi, dicendo che la scelta del Governo è dovuta alle indicazioni stringenti del Comitato Tecnico Scientifico. Aggiungendo poi, e qui sta la notizia, che se nei prossimi giorni lo stesso Comitato Tecnico Scientifico dovesse cambiare le proprie indicazioni, a quel punto la possibilità di consentire gli allenamenti individuali dei calciatori prima del 18 maggio potrebbe anche diventare reale. Spadafora ha poi voluto chiarire la situazione via Facebook, anticipando la Lega Serie A che aveva preparato un documento in cui si parlava di discriminazione del Governo verso i calciatori (stesso concetto dell’Aic) ma mai diventato pubblico perché non avrebbe più avuto senso.

Queste sono le parole dette da Spadafora nel videomessaggio su Facebook:
La prudenza che stiamo avendo sul calcio è quello che lascia ancora uno spiraglio alla ripresa del campionato. E’ L’unico appiglio per cercare di riprendere il campionato. L’alternativa è fare come la Francia e dire che il calcio oggi si ferma qui. Tutto dipende dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e dalla nostra capacità di rispettare le regole”. Ha poi aggiunto: “Ringrazio il presidente Figc, Gravina, che oggi ha smentito le illazioni di qualcuno della Lega di Serie A che aveva detto che c’era stata un accordo sulla data di ripresa del campionato. Nulla di più falso, è di solito vizietto di qualche presidente, ma penso davvero di pochi, di mettere in giro menzogne e falsità per fare pressioni sul Governo. Lo ribadisco: non hanno capito che l’aria è cambiata, questi metodi non funzionano“.

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