Dichiarazioni-Pecoraro: il mondo del calcio vuole vederci chiaro

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

La situazione del calcio italiano in questo momento è oramai nota a tutti: c’è in corso una lotta diplomatica tra il Governo e le società, con il primo, che s’impersona nel Ministro Vincenzo Spadafora, che vorrebbe annullare la competizione, mentre le squadre e gli organi competenti in materia calcistica vorrebbero riprendere. Sul campo di battaglia di questa lotta mediatica si sta addensando un nuvolone, iniziatosi a formare nella giornata di ieri, che rischia di tramutarsi in pioggia torrenziale con temporali da qui a poco tempo. Un nuvolone causato dalle parole di Giuseppe Pecoraro.

L’accaduto

Nella mattinata di ieri sono uscite dichiarazioni appartenenti a Giuseppe Pecoraro in cui condannava un episodio successo in merito alla partita Inter-Juventus del 2018: l‘ex numero uno della Procura Federale ha infatti dichiarato che nelle registrazioni audio ricevute in merito a quella partita mancava quello relativo al famoso episodio Pjanic-Rafinha.

La notizia ha fatto immediatamente il giro dei social creando non poche reazioni tra chi si sentiva ingannato e chi tentava di difendersi portando le proprie ragioni. Ma quali risvolti potrebbe assumere la vicenda?

Si va in tribunale?

Per tutta la giornata si sono rincorse molte voci rispetto alle conseguenze che poteva assumere la situazione venutasi a creare. I pacifisti, vista l’enorme difficoltà già presente nel paese, mentre altre chiedevano venisse fatta chiarezza. Cosa accadrà? Quale partito vincerà? Il Corriere dello Sport oggi in edicola racconta che il caso finirà oggetto di: “un esposto che sarà consegnato alle Procure di Milano e Roma. A Milano per la competenza territoriale, (visto che si giocava a San Siro). A Roma perché, nel caso i pubblici ministeri riscontrassero anomalie, la sede legale, di Federcalcio e Aia, si trova nella Capitale. C’è dunque la possibilità che il nuvolone generato dalle parole di Pecoraro possa realmente portare a temporali forti nel giro di poco tempo. Oltre al rischio di un altro processo da regalare agli archivi del calcio italiano, c’è l’ipotesi che, qualora i giudici dovessero riscontrare una situazione effettivamente non chiara, avallando di fatto la denuncia tardiva dell’ex numero 1 della Procura, il calcio italiano, impegnato nel tentativo di compattarsi per cercare di ripartire, si trovi spaccato in due da un nuovo terremoto calcistico. Il tempo darà le risposte che il mondo del pallone sta cercando, un mondo, ora più che mai impegnato su due fronti.

 

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