Joao Pedro ed il Torino, un corteggiamento lungo due anni

Pubblicato il autore: jean Segui

In queste ore sembra farsi sempre più pressante l’interesse del club di via dell’Arcivescovado 1 per il fantasista brasiliano del Cagliari, reduce da una stagione record con sedici marcature, fra le cui vittime compaiono squadre di alto lignaggio come la Roma, andata e ritorno, da rivedere il suo pallonetto nella gara di ritorno disputata il 1 marzo,  Fiorentina, Inter e una doppietta nel rocambolesco 4-3 interno contro la Sampdoria.  Il numero 10, arrivato in Italia nel 2010 su segnalazione di uno dei più grandi scopritori di talenti viventi, Walter Sabatini, all’epoca Ds del Palermo, affiancava Ilicic Bacinovic e Maccarone andando a tamponare la partenza di Cavani sponda Napoli. La sua esperienza non fu memorabile e già a gennaio tornò in patria. Dopo alcune stagioni caratterizzate da alti e bassi, ottima al Penarol, inconcludente al Santos, l’ultimo giorno di mercato della sessione estiva 2014 si accasa a Cagliari, voluto da Zeman. Qui si inserisce in un progetto affascinante, una squadra apparentemente collaudata da tanti anni in serie a, dal 2007-8, e affianca tanti talenti come Farias Ibarbo Ekdal e tante promesse da valorizzare grazie all’esperienza del Boemo. Le cose non andarono bene all’inizio ma la sua crescita esponenziale nel corso degli ultimi tre anni è di dominio pubblico.
Già l’anno scorso prima Petrachi e poi Massimo Bava tentarono di accaparrarsi  il 10 isolano; quest’estate secondo indiscrezioni riportato dalla pagina 23 dell’edizione romana del  corriere dello sport a firma di Giuseppe Amisani, i granata avrebbero offerto 9 milioni di euro più il cartellino di Zaza, offerta rifiutata per ora da Giulini.
Il numero 1 del Cagliari già l’anno scorso, vedi il caso Barella, ed il giallo dell’accordo trovato ad inizio Luglio con la Roma, si è rivelato determinato a vendere i propri gioielli solo a determinate condizioni.  Il brasiliano a cagliari si trova benissimo e come ha dichiarato a skysport qualche settimana fa, “ Dopo la gara contro la Lazio non siamo più riusciti a rialzarci. Peccato, siamo una squadra davvero forte, ma quando entri in certi tunnel se non sei bravo di testa è difficile uscirne”, fino a metà Dicembre parlare di Europa non era un’utopia, e viste le difficoltà del club granata i suoi dubbi sono più che leggittimi.

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