Torino-Udinese 1-0, le pagelle dei granata

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui


Risorge il Torino vincendo 1-0 contro l’Udinese nella seconda partita casalinga in 4 giorni e prende una boccata d’ossigeno (+6) dal terzultimo posto che vede Lecce e Genoa a 25 punti, entrambe sconfitte a domicilio per 1-4 da Milan e Parma.
Nonostante una partita non entusiasmante, i granata portano a casa tre punti fondamentali nella lotta salvezza e devono ringraziare ancora una volta i totem del Torino di Moreno Longo: il capitano Belotti e un monumentale Sirigu in porta, che più volte salva il risultato.

LE PAGELLE DEL TORO
Sirigu 7.5:
se lui è l’MVP del match vuol dire che non tutto è andato per il verso giusto. Semmai ci fosse ancora  bisogno di conferma, il portiere sardo dimostra di essere da Nazionale compiendo un miracolo su una botta al volo di Fofana, e si immola in contro tempo su un colpo di testa a un metro di De Maio che stava già esultando. Centesima presenza con il Toro, porta imbattuta e questa volta la dea bendata lo aiuta sul palo colpito da Stryger Larsen.

Izzo 6.5: è tornato ad essere il giocatore dello scorso anno. Dà sicurezza al reparto e in spaccata salva due tiri a botta sicura di Okaka.

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N’Koulou 7: le prende tutte, soprattutto nel primo tempo. Comanda la difesa come un veterano, quando parla con i compagni esprime sicurezza: Longo pare averlo rigenerato.

Bremer 7: l’Udinese gioca quasi sempre nella sua zona con De Paul, ma non sbaglia nulla. Quando se ne va palla al piede sembra un centrocampista, la continuità sta diventando il suo quid in più, ormai il posto da titolare è suo.

De Silvestri 6: sembra affaticato, ma i polmoni rimangono sempre di una capacità disumana. Verso la fine è sfinito, ma ha ancora le forze per respingere i cross degli avversari.

Meite’ 5.5: sembra sempre che debba spaccare il mondo, ma fa tutto o quasi con una sufficienza a tratti irritante. Longo gli chiede più qualità anche nelle ripartenze ma i palloni persi alla fine saranno 7 e tutti nei primi trenta metri.

Rincòn 6: solita partita del “Generàl”: cuore, grinta e tanta legna in mezzo al campo. Un paio di lanci verso Edera davvero interessanti, rimane uno dei perni fondamentali del Torino.

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Berenguer 5.5: gioca come esterno sinistro e fa una fatica abissale contro Stryger Larsen, come nel gol subìto contro il Parma è l’ultimo uomo della diagonale difensiva: lo salva solamente il palo. Esce Edera e lui va a fare il trequartista, ma sbaglia l’avvio di due contropiedi che avrebbero mandato Belotti da solo in 1 contro 1.

Edera 6.5: altra ottima prova del ragazzo cresciuto nel vivaio, dimostra di trovarsi davvero a suo agio dietro le punte visti gli spazi che aprono Zaza e Belotti. Serve l’assist al Gallo un po’ lungo ma comunque preciso che vale l’1-0. Unico appunto: a volte troppo lezioso, un tocco in meno e un passaggio più rapido lo agevolerebbero di più.
Maresca gli annulla il 2-0 dopo aver fischiato un fallo inesistente a Zaza.

Zaza 5: dalla sua ha l’attenuante che di palloni giocabili ne arrivano pochi o nulla. L’attaccante lucano però non fa nulla per creare azioni lì davanti e sembra poco coinvolto. Da apprezzare la voglia, ma quella non basta.

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Belotti 6.5: unico giocatore italiano a raggiungere la doppia cifra di gol in ognuna delle ultime cinque stagioni. Si rifà dopo il rigore sbagliato con il Parma, tirando un siluro (101 km/h) addosso a Musso che si insacca e regala la vittoria al Toro. Lotta, combatte contro tutta la difesa bianconera e non smette un attimo di correre: il Capitano è tornato.

(65′) Aina 6.5: entra e fa un’ottima prova difensiva nell’assalto finale dell’Udinese: preciso e insuperabile. Good job Ola.
(75′) Lukic 6: quarto d’ora di generosità e qualità in copertura.

All.: Longo 6.5: mezzo in voto in più per la vittoria. 4 punti in 2 partite con tanti rimpianti dalla sfida con il Parma, il Toro però ritrova solidità e sacrificio, inoltre il gruppo pare aver ritrovato unione d’intenti. Piccolo segnale: i granata si vede che provano ad abbozzare il giro palla, purtroppo a centrocampo di qualità tecnica ce n’è davvero poca.
Punto interrogativo: come mai solo due cambi in entrambe le partite, senza usufruire anche dei ragazzi della Primavera e Millico? Ai posteri l’ardua sentenza

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