Vannicelli (CTS): “Ipotesi quarantena ridotta a quattro giorni”

Pubblicato il autore: Danilo De Falco Segui

Roberto Vannicelli, membro della sezione sport del Comitato tecnico scientifico, è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo parlando del problema quarantena e la riapertura degli stadi. Ecco le sue parole.

Dichiarazioni Roberto Vannicelli

“Mi rendo conto che si sta temporeggiando, ma è anche vero che non abbiamo elementi di certezza nell’immediato futuro. Noi facciamo protocolli in scadenza a 15 giorni, anche quello dello sport ha una scadenza al 15 giugno, dopodiché si guarderà la curva epidemiologica guardando i dati. Mi aspetto che la curva continui a decrescere, quindi in netto miglioramento, purtroppo in Lombardia la curva cala con difficoltà. Dobbiamo pensare alla salute globale e rispettare la curva lombarda che non è totalmente positiva. Sono certo che la situazione migliorerà e mi aspetto un’apertura, ma per quanto riguarda il pubblico, non c’è possibilità prima della fine di questa stagione. O quanto meno, molto ristretto: su uno stadio di 30 mila posti, magari potrà entrarne un terzo. Il problema sono le condizioni climatiche, quindi bisognerà disporre orari congrui per non danneggiare tifosi e giocatori. Credo che agosto sarà il periodo migliore, perché abbiamo acclarato che il caldo abbatte il virus.
Come risolvere il protocollo? L’unica soluzione è fare tamponi molto ravvicinati per tutti gli addetti, al massimo uno ogni 48 ore. Una volta svolti, ci sarà un abbattimento del rischio molto importante, dopodiché si potranno fare ragionamenti. È pensabile che un guarito, può rientrare in gruppo, anche se non passano 14 giorni. L’iter che possiamo immaginare, oltre ai campioni ravvicinati, è ipotizzare che il positivo venga immediatamente allontanato e se l’intera squadra ha tampone negativo, il gioco è fatto. Il tutto si potrebbe racchiudere in 96 ore
(quattro giorni, ndr) di quarantena. Io sono una parte del CTS, è ragionevole pensare che possa essere una strada percorribile. Mi auguro possa andare a finire così, sarebbe un’ottima iniezione di fiducia per una ripresa alla quasi normalità.”

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