Ripartenza Serie A, si comincia il 19 settembre. Caos in Lega

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui


Ripartenza Serie A, habemus datam: la stagione 2020/2021 partirà il 19 settembre, ma ci sono molte ombre in merito sia ai protocolli sanitari che a molti altri aspetti non di poco conto.

Ripartenza Serie A: le date ufficiali della stagione 2020/2021

Il Consiglio di Lega riunitosi a Milano, ha visto il presidente Dal Pino e l’amministratore delegato De Siervo trovare l’intesa sulla data della ripartenza insieme ai club, sposando la linea dettata dal presidente della FIGC Giuseppe Gravina, che voleva posticipare l’inizio del campionato inizialmente pensato per il 12 settembre.
La decisione di iniziare il 19 settembre ha avuto effetti anche sulle altre date stagionali, a partire dalla nuova finestra invernale: si giocherà il 3 e il 6 gennaio (sosta natalizia dal 23 dicembre al 2 gennaio) e si terminerà la stagione il 23 maggio per poi lasciare spazio agli Europei, mentre i turni infrasettimanali saranno ben cinque.
Il calciomercato estivo sarà dal 1 settembre al 5 ottobre 2020, quello invernale dal 4 al 31 gennaio 2021.

Le problematiche attuali

Se il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e Gravina spingevano per la riforma della stagione con i playoff, più appetibile anche in termini di diritti tv, la Serie A in toto non ha voluto saperne: il progetto potrebbe ritornare in auge in caso di eventuali casi di contagio da Covid-19 tra le squadre.

Per quanto riguarda i tifosi allo stadio, la Lega Calcio ha redatto un dossier che punta a una capienza “con distanziamento” di circa il 40% dei posti a sedere negli stadi, ma il ministro Spadafora al momento non vuole saperne.
Proprio quest’ultimo pare che negli ultimi minuti abbia presentato le proprie dimissioni da Ministro dello Sport, ridando in delega queste funzioni a Giuseppe Conte, che a sua volta dovrebbe trovare la figura politica a cui attribuirle: a Spadafora pare sia stato rigettato il programma di legge riguardo allo sport da parte dei politici del Movimento 5 Stelle, ma le sue dimissioni sono state “congelate” dal capo del Governo.

Sulle problematiche attuali del campionato è intervenuto Gravina, al termine del Consiglio Federale di Milano: “Sul protocollo siamo molto impegnati e attenti. Bisogna avere una unione di intenti comune, senza interventi condivisi e il rispetto della salute, il calcio e lo sport italiano potrebbero subire lo smacco definitivo”.
Sempre il presidente federale ha poi continuato così: “Il calcio italiano è molto preoccupato per la ripartenza, e bisognerà agire su un sistema di protocolli condivisibile. Con quelli attuali la ripartenza è insostenibile, sia per i professionisti che per i dilettanti“.
Gravina poi ha specificato sui calendari: “La ripartenza della Serie A è il 19 settembre, non è solo una valutazione per le Nazionali quella che abbiamo fatto, ma dobbiamo far conciliare anche gli impegni dei club in ambito europeo, perché il 20 ottobre inizieranno i giorni di Champions League e il 22 di Europa League: ricordiamo che dobbiamo seguire la deadline della UEFA per far cominciare Euro 2020“.

La Serie A ha le date, la Serie B sta finendo ancora i playoff mentre Serie C e Dilettanti al momento sono fermi ai protocolli datati 5 giugno, quindi senza l’organizzazione dei campionati.
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia ha fatto sentire la propria voce in merito: “Ci sono 12 mila società e oltre un milione di tesserati che ancora attendono se potranno giocare la prossima stagione o no. Serve un protocollo sanitario unico, tra tamponi e sanificazioni per una gara ci vogliono circa 10 mila euro, i Dilettanti non hanno gli stessi soldi della Serie A, serve un protocollo ad hoc per tutti”.

  •   
  •  
  •  
  •