Calciopoli, Lepore:”La Juve doveva perdere altri scudetti”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Nella memoria dei tifosi e del calcio italiano c’è il terremoto Calciopoli, lo scandalo calcistico che colpì il mondo italiano nel 2006. In quel processo lampo fatto dalla Procura di Napoli ci fu la retrocessione della Juventus in Serie B e la revoca di due scudetti, di cui uno andato all’Inter. A proposito di Calciopoli, ai microfoni di Radio Punto Nuovo è intervenuto Giandomenico Lepore, ex Capo della Procura della Repubblica di Napoli ai tempi dello scandalo: “Vanto un merito, consapevole o inconsapevole, volente o nolente, quello di aver mandato la Juventus in Serie B. Volevamo rifondare il calcio corrotto. Quell’indagine doveva colpire tutte le squadre, compresa il Napoli che poteva essere coinvolto, la seconda squadra che doveva essere esaminata l’Inter, ma L’Espresso pubblicò le intercettazioni ed i telefoni iniziarono a tacere, fu un modo di fermare, volevano evitare che si indagasse su tutto il calcio. Se avessimo fatto 10 anni di intercettazione e non 2, forse la Juve si sarebbe vista revocata altrettanti scudettiammette Lepore su Calciopoli e sulla Juventus.

L‘ex Capo durante le indagini di Calciopoli si è poi soffermato su Juventus-Napoli, balzato agli ordini di cronaca per il blocco dell’Asl alla squadra partenopea, che ha impedito, quindi, lo svolgimento della partita: “Il protocollo Figc mi sembra esagerato e sbagliato, ma questo stesso protocollo ha una clausola dove parla di interventi di autorità statali e locali. Allora, se la Asl di Napoli è intervenuta, di fatto, dovrebbe essere automatico il rinvio per la prevalenza del provvedimento della salute pubblica sul protocollo. La Juventus, se c’era come presidente Gianni Agnelli, non avrebbe perso l’occasione di accordarsi per il rinvio della partita. Salvaguardava gli interessi della Juventus stessa: ha ragione il presidente De Luca“. Sul 3-0 a tavolino per la Juventus, Lepora è sicuro: “Se il Napoli fa ricorso, vince sicuramente. C’è ancora tanto da fare per ripulire il calcio italiano“.

  •   
  •  
  •  
  •