Lazio, caos Covid-19: gli indagati e il riesame dei tamponi

Pubblicato il autore: Mattia DElia Segui

Continua la vicenda legata ai tamponi sospetti in casa Lazio. Falso, truffa ed epidemia colposa. Al momento sono queste tre le ipotesi di reato contestate a Massimiliano Taccone, presidente del CDA della società proprietaria del laboratorio di Avellino, dove sabato (contemporaneamente a Formello) la Guardia di Finanza ha sequestrato tamponi e referti degli esami effettuati su giocatori e staff della Lazio. Al momento solo Tacconi è l’unico indagato dalla Procura di Avellino, che vuole fare chiarezza sul perché i risultati dei tamponi di Futura Diagnostica siano diversi da quelli di Synlab o Campus Biomedico: Immobile, Strakosha e Leiva negativi al tampone del laboratorio di Avellino e positivi al Campus Biomedico di Roma. A tale proposito la Procura di Avellino ha reso noto che i tamponi di venerdì (pre Lazio-Juventus) saranno riprocessati all’ospedale Moscati del capoluogo irpino, per far luce sulla correttezza delle procedure eseguite.

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Lazio – La Procura di Avellino e la Procura Federale

L’inchiesta della Procura di Avellino va avanti a stretto contatto con il lavoro della Procura Federale, che aspetta di sentire il medico sociale della Lazio Ivo Pulcini. Intanto, la Procura di Avellino vuole capire il perché la Lazio si affidi ad un centro clinico fuori dalla regione e come funziona il sistema tamponi, mentre Ivo Pulcini dopo non aver risposto alla prima convocazione, non si è presentato neppure alla seconda audizione per motivi di salute. Gli ispettori Figc sospettano violazioni del protocollo, per la mancata comunicazione dei positivi alla Asl e per il mancato isolamento dei 10 giorni previsto in questi casi.

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