Entro, spacco, esco, ciao: semplicemente Luis Muriel. Un fenomeno che fa vincere le partite

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


“Io invece quando entro, spacco, esco, ciao”. Se Sfera Ebbasta ha scritto questo testo per la canzone Cabriolet, Luis Muriel è riuscito a trasformare tale teoria in pratica. Il colombiano è fatto così: che sia titolare o soltanto tirato in causa negli ultimi dieci minuti della gara, riesce sempre ad essere decisivo. Un fenomeno che con la palla tra i piedi riesce sempre a sfornare giocate di grandissimo prestigio: in grado anche di cambiare il volto ad una partita che poteva indirizzarsi su una via sfavorevole all’Atalanta. Contro il Cagliari è bastato un attimo, una giocata da fuoriclasse per riuscire a portare a casa tre punti fondamentali per la rincorsa Champions.

Ieri i nerazzurri erano bloccati sullo 0-0 alla Sardegna Arena: non soltanto nel risultato, ma anche sotto il profilo del gioco offensivo offerto. Al 70′ scatta l’ora di Muriel, e subito la partita degli orobici si rianima completamente: spazi, dinamicità e una squadra notevolmente facilitata quando attaccava. Nonostante i 20 minuti a disposizione, allo scoccare del 90′ Luis s’inventa un goal fantastico: lancio dalla destra di Miranchuk, palla per il colombiano che salta due avversari e trafigge Cragno con una freddezza senza precedenti. Vedere il numero 9 imporsi in questa maniera vorrebbe dire sottolineare il normale svolgimento degli eventi (contando che il colombiano è il cannoniere della squadra nonostante sia una “riserva” di grandissimo lusso), ma vederlo giocare crea sempre fascino, anche da una prospettiva avversaria. Citando Sfera Ebbasta: “E anche chi mi odia poi mi stringe la mano”. Semplicemente Luis Muriel.

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