Muriel Calibro 9: il filone atalantino per eccellenza (condito anche di record storici)

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Milano Calibro 9, una delle pellicole cinematografiche più famose quando si tratta di analizzare il genere poliziesco. L’opera di Di Leo ha avuto un grandissimo successo. Ugo Piazza e gli intrighi all’interno dell’organizzazione criminale capitanata dall’americano sono stati raccontati attraverso una costruzione esemplare: il tutto condito da aspetti melodrammatici e qualche trovata ingegnosa. Se Fernando fosse ancora in vita, molto probabilmente avrebbe già pronto il suo nuovo film, e visto che il filone legato all’Atalanta è uno dei temi di tendenza all’interno del panorama calcistico, il titolo è già scelto: Muriel Calibro 9. Se fino a qualche tempo fa l’attaccante colombiano era considerato un pesce piccolo, ora è uno dei giocatori più temuti e stimati in Serie A (avversari compresi).

Se Piazza era un pesce piccolo della malavita milanese, Luis Muriel era notevolmente condizionato da quella discontinuità che non gli aveva permesso di esprimere a pieno il suo talento. I tempi però sono cambiati: a Bergamo il colombiano ha trovato la sua dimensione, dimostrando di essere un titolare a tutti gli effetti. Ogni volta che ha la palla tra i piedi è una meraviglia per gli occhi. Contro il Napoli non è stato soltanto autore di una prestazione di lusso, ma anche protagonista per quanto concerne un record storico: nelle 9 partite che ha giocato da titolare, Muriel è sempre in goal. Non era mai accaduto all’Atalanta nell’era dei tre punti. Un fenomeno che ha spettacolarizzato il gioco con pochi tocchi di palla: così come Fernando Di Leo, da buon regista e scrittore, realizzava i suoi capolavori cinematografici con pochi (e allo stesso tempo precisi) dettagli.

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