Da Lammers a Kovalenko: il futuro glorioso (e a lungo termine) dell’Atalanta è qui

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo

L’essenza di una grande squadra non è soltanto quella di dimostrare il proprio potenziale in un contesto legato esclusivamente al presente, ma bensì di ripetere (e anche migliorare) quello che è stato fatto: rendendo la sorpresa una normalità calcistica. L’Atalanta negli ultimi 5 anni ha fatto proprio questo, portando la sorpresa del 2016/2017 fino alla Champions League con tanto di 98 goal realizzati l’anno scorso (traguardo che la Dea proverà ad abbattere in questo rush finale di stagione), consolidando il fatto di essere ormai una ex provinciale diventata grande. La progettualità ha un ruolo importante, specialmente se è a lungo termine, e guardando la panchina della Dea ci si accorge subito  che il futuro è in buone mani.

Ovviamente occorre focalizzarsi sugli 11 titolari non basta, bensì serve analizzare quello che si ha in panchina: tenendo presente che questi giocatori sono lì solo per una questione di spazio (non di talento). Oltre ad un sorprendente Ruslan Malinovskyi che ormai è diventato un perno della manovra offensiva orobica, gente come Lammers, Miranchuk e Kovalenko daranno un grande contributo a lungo termine. Non stiamo parlando di semplici riserve, ma di gente tanto giovane quanto esperta in campo europeo, e il fatto che l’Atalanta lì tenga in panchina evidenzia quanto il livello si sia notevolmente alzato. Se il buongiorno si vede dal mattino si prospetta ancora per molto tempo un futuro roseo, anzi, nerazzurro.

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