Inter, Amadeus su Inzaghi: "Rischio di non vincere niente per dieci anni"
L'Inter ha scelto di affidare la panchina a Simone Inzaghi. La notizia dell'approdo dell'ex tecnico della Lazio a Milano, sponda neroazzurra, ha spiazzato non solo i tifosi biancocelesti, ma anche parte della tifoseria della Beneamata. Tra coloro che ritengono l'arrivo di Inzaghi più un rischio che una giusta scelta figura il noto conduttore televisivo Amadeus. Ecco le parole rilasciate dal presentatore degli ultimi due Festival di Sanremo.
Inter, Amadeus: "Inzaghi ha un palmares diverso da Conte"
"Nessun interista si aspettava l'arrivo di Inzaghi, soprattutto dopo il colpo dell'andata via di Conte. Noi abbiamo sofferto dieci lunghi interminabili anni prima di vincere qualcosa. Il senso di avere un allenatore che ha certamente meno esperienza di Conte, e questo non lo dico io ma i curricula, è un chiaro segnale di ridimensionamento, che porterebbe l'Inter al rischio di non vincere niente nei prossimi dieci anni. Ovviamente io mi auguro di essere smentito, ma certamente la pressione che avrà adesso Inzaghi sarà difficile da gestire, perché non arriva un allenatore che ha conquistato trofei in Europa e nel mondo. Arriva un allenatore molto bravo ma che deve ancora dimostrare di saper vincere ad altissimi livelli. Quello che ha fatto con la Lazio è sicuramente qualcosa di spettacolare, ma non si può paragonare il palmares di Simone Inzaghi a quello di Antonio Conte. E viene ad allenare l'Inter, non una squadra qualunque. Oggi un interista non accetta più di sperare nella Champions per il rotto della cuffia".
Inzaghi all'Inter, Amadeus: "Siamo preoccupati e arrabbiati"
"Io mi auguro fortissimamente di sbagliarmi, e quindi di poter dire che ho ragionato da tifoso e non da competente. Ma da tifoso, come lo pensano tutti gli interisti, siamo preoccupati per usare un eufemismo. Arrabbiati gli interisti e arrabbiati i laziali. Da interista, in più, c'è l'aggravante di Mourinho su un'altra panchina nello stesso anno in cui noi cambiamo l'allenatore. Siamo destinati a soffrire".