Aggressione dei tifosi del Verona

Ennesimo episodio di violenza da parte degli ultrà. Fabrizio Nonis, stimato giornalista e conduttore, è stato aggredito da alcuni ultras dell'Hellas Verona. Era in compagnia di suo figlio, 22enne. Il giornalista ha descritto quei terribili attimi di paura e di violenza immotivata degli ultras. La partita è terminata 1-3 per la squadra di Simone Inzaghi, a timbrare il cartellino Lautaro Martinez e Correa. Decisivo l'ingresso del Tucu Correa che all'esordio in maglia neroazzurra mette a segno una doppietta decisiva.

"Sono stati dieci, quindici minuti di una violenza inaudita. Siamo usciti dallo stadio contenti e felici per aver visto una bella partita. Era da due anni che non andavamo allo stadio. Io tifo Inter e seguo con molta simpatia l'Udinese, grazie alla mia attività professionale [...] eravamo riusciti a recuperare due biglietti sotto la tribuna stampa per vedere la prima partita insieme. Appena usciti, abbiamo visto che c'era all'angolo un bar dove ci saranno state centinaia di persone, tutte ammassate e senza mascherina che discutevano della partita e bevevano. Ho immaginato che fosse un luogo di ritrovo degli ultrà dell'Hellas e ho preferito dire a mio figlio Simone di fare un giro più largo. Premetto che quando andiamo allo stadio non portiamo mai bandiere, sciarpe ed evitiamo abiti che possano richiamare i colori sociali delle squadre in campo. Eravamo a meno di 300 metri dall'auto, quando ho visto che un gruppetto di sei, sette persone, si è staccato dal pubblico del bar e ha cominciato a seguirci".

Fabrizio Nonis ha riportato la perforazione del timpano destro. Violenza da cui la società dell'Hellas Verona prende le distanze e condanna amaramente. Non è, però, il primo episodio di violenza da parte dei tifosi dell'Hellas