Inter, prova di forza: adesso serve il salto anche in Europa

Pubblicato il autore: Mattia Passariello Segui


Un concentrato di classe e concretezza. Così, nel secondo tempo dell’Artemio Franchi, l’Inter ha saputo ribellarsi al destino di una partita che la Fiorentina le aveva reso assai complicata.

Inter, forza e classe

La prima frazione di gioco, del resto, aveva visto qualcosa di molto simile ad un dominio viola – favorito dalla velocità dell’imprendibile (e fumantino) Nico Gonzalez, dalle staffilate di Vlahovic e dall’energia dei “motori” Duncan e Torreira. Un fiume in piena cui solo le parate del ritrovato Handanovic sapevano opporre resistenza.

A diradare le ombre e gli impacci, oltre al fisiologico calo fisico dei viola, ci ha pensato l’Inter stessa, scavando tra le pieghe della sua forza mentale, fisica e tecnica. Dzeko, sempre anticipato nei primi 45′, si è levato alto sul corner al bacio di Calhanoglu per ribaltare il risultato dopo la fiammata di Darmian. Inzaghi ha gestito bene i cambi inserendo al momento giusto Dumfries Gagliardini. Quest’ultimo è stato l’autore dell’assist per l’1-3 definitivo di Perisic, dopo che la sciocchezza di Nico Gonzalez aveva già condannato per metà i toscani.

Leggi anche:  Serie A, dove vedere Sassuolo Venezia: diretta tv e streaming DAZN o Sky?

Ora serve di più in Europa

Cosa rimane, dunque, di questa ulteriore dimostrazione di forza nerazzurra? Non certo i dubbi sulla mentalità “padrona” instillata da Conte e che Inzaghi si sta dimostrando in grado di consolidare entro i confini nazionali. Anzi, resta proprio questo carattere di ferro, abbinato ad una rosa dotata di un ampio ventaglio di “frecce” di qualità e di alternative tattiche. Un patrimonio tecnico non riscontrabile, oggi, in altre realtà italiane.

Per far volare davvero “a tutto tondo” quest’Inter, adesso, serve però trasportare questa consapevolezza oltre le frontiere tricolori. L’esordio stagionale in Champions League contro il Real Madrid, in un San Siro colmo fino all’orlo, ha mostrato un contrasto stridente già visto troppe volte nelle ultime campagne europee interiste. Da un lato le occasioni create, dall’altro l’incapacità di sfruttarle, il granito del campionato che si trasforma in burro europeo. Quando il gioco si fa duro, spesso, in Europa l’Inter ha ancora paura di vincere.

Leggi anche:  Calendario 10° giornata Serie A: quali partite su Sky e Dazn?

Non può più essere un caso. Ogni qualvolta in Champions arriva il momento di cogliere la rosa, all’Inter tremano le mani e con queste ultime la strappa, o la lascia cogliere ad altri. E accaduto con il PSV, con il Barcellona-B, con lo Shakhtar e in altre partite dell’ultimo triennio. Non è una casualità, ma il segno di un disagio mentale oltre i nostri confini che Inzaghi dovrà cercare di sciogliere il prima possibile. A quel punto sarà un’Inter grande davvero, non solo “a metà”.

  •   
  •  
  •  
  •