“La Sampdoria non mi ha pagato e mi ha completamente abbandonato”

Pubblicato il autore: Mattia Passariello Segui


Non è andata certamente come ci si attendeva l’avventura di Mohammad Ihattaren alla Sampdoria. Il giovane attaccante olandese, che la Juventus ha acquistato in estate dal PSV per poi prestare ai liguri, non ha mai messo piede in campo con la maglia blucerchiata. Il giocatore, scappato in Olanda, non ha più intenzione di tornare a Genova e dunque farà probabilmente ritorno alla base. A novembre in molti avevano addirittura ipotizzato un ritiro dal calcio causa depressione (Ihattaren ha recentemente perso il padre), voci smentite dal giocatore stesso.

Sampdoria, parole di fuoco di Ihattaren

Intervistato dal Telegraaf in patria, l’ex PSV non è andato per il sottile nel raccontare ciò che non avrebbe funzionato alla Samp, attaccando sia il club che il suo ex agente Mino Raiola. “Sono partito a causa delle circostanze che si sono create. Spesso mi ritrovato seduto in una stanza d’albergo, da solo, abbandonato a me stesso. Non ce la facevo più, tutti i tipi di accordi non venivano rispettati. Era come se non esistessi. Non è stato organizzato nulla, né un conto in banca, né un’assicurazione medica. E se mi fossi rotto una gamba alla Sampdoria? Non ho ricevuto uno stipendio, ho chiamato il team manager che mi ha detto “paghiamo ogni due mesi”. Questo non è successo e il tutto ha cominciato ad irritarmi”.

Non ero certo disperso… come ho letto. Bastava a chiedere in giro per Utrecht, o ad Afellay, Labyad, tutti mi avrebbero visto lì. Non ho giocato, non lo stavo facendo, non c’erano prospettive e ho chiamato Raiola, che mi ha detto di stare calmo. Sono tornato in Olanda a ottobre, dopo Olanda-Gibilterra”.

Ihattaren ne ha anche per il tecnico blucerchiato Roberto D’Aversa e per i dirigenti del club genovese: “Quando sono arrivato alla Sampdoria, non c’era nessuno tranne il team manager. Ho fatto le foto con la maglia, gli allenamenti il giorno dopo. Poi ho visto delle persone in giacca e cravatta e ho detto ‘questi sono i dirigenti, pezzi grossi’. Non so, avrebbero potuto essere anche tassisti, non avevano idea di chi fossi. E D’Aversa non sapeva nemmeno che fossi mancino“. Infine, la stoccata a Raiola: “Ha detto di essere preoccupato per me, di non voler avere più contatti con me, ma mi ha deluso”.

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